Pozzuoli: Abbiamo letto il DL Campi Flegrei e ci sembra chiaro che anche questa volta lo stato non si impegnerà in questioni fondamentali che da decenni vengono messe in secondo piano.
Dal DL emerge che l’intervento del governo consisterà nello stanziamento di 50 milioni di euro per il controllo degli edifici pubblici e privati, cosa giusta e sacrosanta -sia chiaro- ma, oltre a notare che su tutti i Campi Flegrei questi fondi possano essere pochi, restano tantissimi altri problemi.

Prima ancora di soffermarci sulle criticità del DL, vorremmo fare un’osservazione a priori: sono 40 anni che la popolazione puteolana e flegrea chiede interventi di prevenzione, da parte delle istituzioni, che ci permettano di convivere con un fenomeno che fa parte della nostra storia da sempre. Sono stati 40 anni di parole al vento e di silenzi. Soltanto ora che il fenomeno è tornato prepotentemente a preoccupare, si sono improvvisamente trovate le risorse per farlo. Ci sembra ovvio quindi che l’unica cosa che in questi 40 anni è mancata non sono stati i soldi, ma la volontà politica poiché nell’emergenza si intravede l’opportunità per far passare politiche antipopolari.

Tornando alle criticità del DL:

  1. Non si entra nel merito del “dopo”. Una volta controllati gli edifici quale sarà il futuro di quelli giudicati non a norma? Per le persone che abitano in edifici in cui non è possibile alcun intervento di manutenzione e che necessitano solo l’abbattimento, qual è il piano? Dove saranno collocate?
  2. Noi nei quartieri critici dal punto di vista infrastrutturale degli alloggi popolari ci abitiamo, e sappiamo benissimo che il controllo dell’antisismicità delle abitazioni popolari nelle quali viviamo non sarà felice: Pozzuoli ha due grandi periferie costituite quasi solo da alloggi popolari: Toiano e Monterusciello, realizzate per rispondere alle passate crisi bradisismiche. Sono ben 5.000 alloggi popolari che nel migliore dei casi sono antisismici, ma non hanno mai visto manutenzione, o peggio sono edifici prefabbricati in condizioni ormai invivibili. Sappiamo benissimo che questi edifici andrebbero solamente abbattuti e ricostruiti. Il numero di persone da gestire è enorme. Come lo si intende fare? Non si sa.
  3. Alla luce della mala gestione passata, qual è il piano di evacuazione e di gestione degli sfollati? Questo DL, scritto in fretta, non entra nel merito del futuro e soprattutto non si è fatto cenno ad un decreto futuro che, appunto, affronti questo aspetto fondamentale. Ancora oggi noi, popolo di Pozzuoli, non sappiamo cosa fare. Non ci arriva nessun tipo di indicazione e questo è frutto del fatto che stesso chi è al governo non ha la minima idea di cosa fare e soprattutto non ha un piano.
  4. Come si intende risolvere il chiaro problema di sovrappopolazione? È chiaro che la nostra provincia, per incapacità di gestione e per dinamiche di corruzione e collusione delle amministrazioni passate (e anche recenti) con gli speculatori edilizi, ha un problema con la sovrapopolazione e cementificazione. Questo rende ancora più complessa la gestione di un’emergenza sismica. La paura è che si aspetti l’emergenza per sfollare le aree critiche e impedirne il ritorno dei vecchi abitanti favorendo così un processo di gentrificazione (cioè un processo che trasforma i quartieri popolari in quartieri ricchi aumentando il prezzo degli affitti e della vita media, com’è già accaduto al centro di Pozzuoli), e di creazione di quartieri ghetto, che ha subito Pozzuoli successivamente all’ultima crisi bradisismica.

In generale quindi, ci sembra chiaro che il DL risponda solo ad esigenze emergenziali, senza dare una visione di prospettiva di cui il popolo dei campi flegrei ha bisogno per poter convivere con un fenomeno che da sempre esiste e durerà per sempre.

Dalla pagina Facebook di Potere al Popolo Pozzuoli

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