Chiudere la mensa ferroviaria di Napoli Centrale significa togliere un servizio, cancellare posti di lavoro e colpire ancora una volta chi vive e lavora in questa città.
Parliamo di una mensa attiva dagli anni Sessanta, che ogni giorno garantisce oltre 300 pasti a prezzi accessibili a ferrovieri, lavoratrici e lavoratori, studenti e pendolari. Un presidio sociale vero, dentro uno spazio pubblico, in una zona centrale come Piazza Garibaldi. La chiusura è arrivata senza confronto, senza spiegazioni credibili e senza alcuna tutela per chi ci lavora.
Dodici persone rischiano di restare senza lavoro. Un servizio essenziale viene eliminato per fare spazio alle solite operazioni di profitto che stanno trasformando le stazioni in luoghi di consumo e basta. È una scelta che scarica i costi sulle lavoratrici, sui lavoratori e sulla città, mentre i benefici restano a pochi.
Napoli ha già pagato abbastanza queste politiche. Ogni volta che un servizio pubblico viene smantellato, aumentano precarietà, disuguaglianze e marginalità. Ogni volta che il lavoro viene trattato come una variabile sacrificabile, si indebolisce l’intera comunità.
Per questo lunedì presenterò una mozione per impegnare il sindaco e l’amministrazione a chiedere la sospensione della chiusura della mensa ferroviaria di Napoli Centrale, l’apertura di un tavolo con sindacati e lavoratori, la tutela dei posti di lavoro e il riconoscimento della funzione sociale di questo servizio.

La posizione è semplice e netta: difendere il lavoro, difendere i servizi pubblici, opporsi alla privatizzazione degli spazi comuni. Napoli deve stare dalla parte di chi lavora, non di chi fa cassa sulla pelle degli altri.

Queste le parole del Consigliere Comunale di Napoli Rosario Andreozzi

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