Usa: Un esercito di brutali agenti senza volto per dare la caccia agli immigrati: l’Ice (Immigration and Custom Enforcement) è un piccolo esercito di 22 mila unità, oltre il doppio delle circa diecimila in servizio all’inizio del 2025.
Soltanto a Minneapolis Donald Trump ne ha schierati duemila in un segnale politico nazionale non tanto su chi deve essere arrestato ma chi comanda davvero nelle città americane.
Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca promettendo nel suo ‘day one’ il giro di vite contro l’immigrazione, c’è stata infatti una vasta campagna di reclutamento che, a detta di molti critici, è andata a scapito dell’addestramento. C’è poi il problema della mentalità degli agenti.
Secondo gruppi come l’American Civil Liberties Union avrebbero una cultura “paramilitare”, una percezione alimentata dall’uso delle maschere per mantenere l’anonimato e dal grilletto facile dei federali.
Spesso affiancata dai ‘soldati della domenica’ della Guardia Nazionale, l’agenzia, la cui missione ufficiale (secondo il sito dell’Immigration and Custom Enforcement) è “proteggere gli Stati Uniti attraverso l’applicazione delle leggi sull’immigrazione per preservare la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica”, è stata schierata in città come Chicago, Los Angeles, Washington, New York, New Orleans e Portland nell’Oregon: metropoli a guida Dem che si sono dichiarate “santuario” per i senza documenti minacciati di deportazione.
Proprio a Portland Trump aveva usato clamorosamente l’Ice nel 2020 quando il dispiegamento massiccio di 1500 federali aveva radicalizzato le proteste, polarizzato l’opinione pubblica e rafforzato la narrativa trumpiana di una città in preda al caos urbano e alla necessità di “ordine”. Il messaggio alle amministrazioni progressiste come oggi Minneapolis è che l’autonomia locale delle ‘sanctuary cities’ ha un limite, ed è il governo federale a stabilirlo.
Fonte ANSA
