Giugliano in Campania (NA) – In un’Italia che spesso parla di inclusione senza praticarla, a Giugliano accade qualcosa che fa notizia. Presso la pizzeria “Il Ritrovo”, l’autismo esce dai margini e diventa parte attiva della comunità, del lavoro e della vita sociale.
Protagonisti della giornata i ragazzi del T.M.A. Metodo Caputo Ippolito, con sede principale a Casoria, che hanno preso parte a un’esperienza concreta e coinvolgente: preparare fritti e pizze, lavorare insieme, collaborare, condividere, senza etichette né barriere. I partecipanti, di età compresa tra i 15 e i 45 anni, sono stati accolti con professionalità e umanità da tutto lo staff della pizzeria, vivendo una giornata intensa, vera, profondamente inclusiva.
Non una semplice gita, ma un atto sociale e culturale. Presenti anche i ragazzi dell’associazione Idee e Concretezza, realtà attiva e riconosciuta sul territorio di Villaricca, e le ragazze della Comunità Amalia Fusco, già impegnate in collaborazione nel progetto “Cuore in Campo”, esempio concreto di rete che funziona e genera valore.
Al centro dell’iniziativa c’è la scelta coraggiosa del titolare della pizzeria, Umberto Mauriello, che ha deciso di trasformare il suo locale in uno spazio aperto, inclusivo, umano. Una scelta che nasce anche dalla sua storia personale: Mauriello è padre di un figlio autistico e conosce da vicino le difficoltà, ma soprattutto le potenzialità troppo spesso ignorate.
«L’inclusione non è compassione – è dare opportunità vere», è il messaggio che attraversa l’intera giornata.
In un contesto in cui l’autismo viene ancora raccontato solo come limite o problema, l’esperienza di Giugliano ribalta la narrazione: le persone autistiche possono partecipare, creare, lavorare, contribuire, se messe nelle condizioni giuste.
Quella vissuta oggi non è solo una bella storia, ma un modello replicabile, un esempio concreto di come il territorio, il sociale e l’impresa possano camminare insieme. Una lezione che parla alle istituzioni, al mondo del lavoro e alla società tutta.
Perché l’inclusione, quando è reale, si vede. E cambia le cose
