Dopo il successo estivo, il Festival Letterario Letture dal Bosco approda a Napoli, con la sua edizione invernale. L’appuntamento è per sabato 31 gennaio 2026, alle ore 17.00, presso la Libreria Raffaello, nel cuore del Vomero.
La manifestazione, ideata dallo scrittore Giuseppe Tecce, giunge a questo nuovo appuntamento dopo un’edizione estiva che ha segnato un salto di qualità nell’organizzazione e nella partecipazione. Il festival, nato per unire cultura e natura, si svolge ogni anno al Lago Laceno, la terza domenica di luglio, e ha scelto questa volta di spostarsi nella città di Napoli, che con la sua energia e la sua vivacità culturale accoglierà appassionati di letteratura.
Al centro dell’evento, come da tradizione, ci saranno le letture pubbliche, tratte da due opere che rappresentano il cuore di questa edizione: Racconti dall’Irpinia (Graus Edizioni) di Giuseppe Tecce e Fari dell’anima. Raggi di luce e memorie (Apeiron Edizioni), opera collettiva che vedrà la presenza di Maria Rosaria Paolella e Giovanni Canestrelli.
A condurre l’evento sarà Grazia Caruso, con la partecipazione dei soci dell’Associazione Ver Sacrum, che collaborano attivamente alla realizzazione del progetto.
Come ogni edizione, Letture dal Bosco coglie l’occasione per celebrare chi, con il proprio impegno, contribuisce a diffondere cultura e amore per i territori. Durante la serata verranno consegnati i Premi Speciali a figure che si sono distinte nel panorama culturale e accademico: il Club del Libro Napoli, il Prof. Antonio Trillicoso, scrittore e docente, il Prof. Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore dell’Università Giustino Fortunato e Rosa Bianco, giornalista e critica letteraria, per il suo costante impegno nella diffusione della cultura letteraria legata alle aree interne della Campania.
L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. Chi vorrà potrà leggere un brano, ascoltare le storie o semplicemente respirare quell’atmosfera di condivisione che da quattro anni contraddistingue il Festival.
«La vera forza di Letture dal Bosco sono le persone che scelgono di esserci – racconta Giuseppe Tecce – chi legge, chi ascolta, chi semplicemente crede che la cultura sia un modo per stare insieme e per dare voce ai luoghi da cui veniamo.»
