Napoli: Il rientro dopo il restauro del ‘San Francesco che consegna la regola agli ordini francescani’ (1444 – 1450) di Colantonio, apre simbolicamente le iniziative che il Museo e Real Bosco di Capodimonte nel 2026 dedica agli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia la cui iconografia è presente in molte opere delle collezioni.

“La domenica ad ingresso gratuito del 1 febbraio potrà essere quindi l’occasione per i visitatori di ammirare nel rinnovato splendore la tavola del pittore napoletano protagonista del Rinascimento meridionale ma anche il nuovo allestimento di dipinti e sculture della collezioni settecentesca, a lungo non visibili” invita il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt.
    Capodimonte riunisce così nella sala 67 del secondo piano, tutta dedicata a Colantonio ( il maestro di Antonello da Messina) le opere del polittico della Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli, il più antico luogo francescano della città: il ‘San Girolamo nel suo studio’ e il San Francesco appena restaurato nell’ambito di Restituzioni-Intesa San Paolo che erano circondati da dieci ‘beatini di cui due, Morico e Leone, sono entrati recentemente nelle collezioni di Capodimonte.

Con lo smembramento del polittico intorno al 1639, il dipinto di San Girolamo venne trasferito nella sacrestia di San Lorenzo mentre il San Francesco fu utilizzato come pala d’altare per il barocco Cappellone.

Nel periodo napoleonico, con la soppressione degli ordini monastici, il San Girolamo fu musealizzato (1808), raggiunto solo nel 1922 dal San Francesco, inventariato nel 1930 nelle collezioni dell’allora Museo Nazionale, poi entrambi trasferiti a Capodimonte nel 1957. Le piccole tavole con i beati francescani avevano preso intanto la via del collezionismo. Le restanti otto identificate sono infatti oggi proprietà di privati in Italia e Usa.

Capodimonte attiverà dal prossimo autunno visite guidate tematiche e inclusive su temi francescani nelle opere di Colantonio, Battistello Caracciolo, Nicolò di Tommaso, Mazzola Bedoli, Rodriguez e molti altri con il racconto di personaggi storici come il frate e matematico Luca Paciolli (Jacopo De Barbari) e Ludovico di Tolosa (Simone Martini).
    Per la prossima domenica gratuita intanto anche altre novità attendono i visitatori: al secondo piano in sala 61 (in dialogo con la sala 62 detta dei Capolavori, da Caravaggio a Parmigianino a Warhol) esposte opere di Francesco Solimena (Enea e Didone), Francesco De Mura (‘Imeneo che toglie il velo alla Pudicizia’), Giuseppe Sanmartino (‘Lotta di amorini’) e Sebastiano Ricci (‘Assunzione della Maddalena’).

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