Afragola: la stazione dell’Alta velocità di Afragola, simbolo incompiuto della modernizzazione del Mezzogiorno, entra ufficialmente nell’agenda politica regionale. Non per improvvisa lungimiranza, ma perché una realtà ormai ingestibile è esplosa sotto gli occhi di tutti. E perché avevamo già raccontato, senza sconti, ciò che ogni giorno subiscono pendolari e viaggiatori.
La stazione Tav di Afragola diventata un imbuto pericoloso: accessi inesistenti, parcheggi insufficienti e costosi, collegamenti pubblici fantasma, flussi scaricati interamente sull’auto privata. Un’infrastruttura pensata per l’Europa ma gestita come una stazione di provincia, dove basta un guasto o un ritardo per paralizzare tutto.
Un solo binario per direzione, scale mobili ferme, sale d’attesa chiuse da anni, informazioni frammentarie e personale lasciato solo a fronteggiare emergenze che emergenze non dovrebbero essere. Poi il salto di qualità: dalle denunce dei pendolari alla mobilitazione istituzionale.
Le associazioni dei consumatori hanno parlato apertamente di rischio per l’incolumità degli utenti, depositando esposti e annunciando class action.


È su questo sfondo che arriva ora la delibera della Regione Campania; l’assessore regionale al Governo del territorio Enzo Cuomo ha annunciato ieri l’approvazione dell’intesa Stato-Regione sulla localizzazione degli interventi per migliorare l’accessibilità alla stazione Napoli-Afragola.
«La giunta regionale ha approvato la delibera relativa alla viabilità di accesso alla stazione dell’Alta Velocità Napoli–Afragola, esprimendo parere favorevole all’intesa Stato-Regione sulla localizzazione degli interventi per il miglioramento delle infrastrutture di accesso all’area della stazione», ha spiegato Cuomo.
«Si tratta di un avanzamento concreto che prevede la realizzazione di nuove opere viarie, tra cui un nodo infrastrutturale dedicato, un nuovo svincolo con l’Asse Mediano e il potenziamento della connessione con la viabilità locale, migliorando l’accessibilità automobilistica e l’integrazione con il trasporto pubblico locale».
Nel piano regionale rientrano anche, in raccordo con l’amministrazione comunale di Afragola, interventi di rigenerazione urbana e la realizzazione di parcheggi di interscambio gomma-ferro. Un passo avanti, senza dubbio. Ma che arriva dopo mesi di caos, disservizi e rischi denunciati, e solo quando la questione Afragola è diventata un caso politico e istituzionale. Resta comunque evidente l’assenza totale di Fs, finora rimasta immobile e sorda agli allarmi lanciati.
