Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata
Internazionale della Giustizia Sociale (20 febbraio) istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite con la Risoluzione A/RES/62/10 del 26 novembre 2007, richiama l’attenzione della comunità
educante e delle istituzioni sulla centralità della giustizia sociale quale principio strutturale
dell’ordinamento democratico, in coerenza con gli obiettivi e le priorità delle Nazioni Unite.

Le Nazioni Unite hanno più volte ribadito che sviluppo, pace e diritti umani costituiscono
dimensioni interdipendenti e indivisibili. In tale prospettiva, la giustizia sociale non è soltanto un
obiettivo etico, ma una condizione necessaria per la stabilità delle società e per il raggiungimento
degli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’impegno internazionale richiama
gli Stati a promuovere lavoro dignitoso, riduzione delle disuguaglianze, accesso equo all’istruzione
e piena partecipazione alla vita economica e sociale. A livello globale, oltre 6 miliardi di persone –
circa il 74% della popolazione mondiale – utilizzano Internet, mentre circa 2,2 miliardi restano
ancora escluse dalla rete, con percentuali di accesso che nei Paesi a basso reddito non superano il
23%. Questo divario digitale rappresenta una nuova forma di diseguaglianza strutturale che incide
sull’effettività dei diritti fondamentali, ampliando la distanza tra inclusione e marginalità.

In Italia, nel 2026, oltre il 94% delle famiglie dispone di una connessione Internet domestica;
tuttavia, solo poco più del 54% della popolazione possiede competenze digitali almeno di base, con
marcate differenze territoriali e generazionali. Tali dati impongono una lettura giuridicamente
orientata: l’accesso formale alle infrastrutture non coincide con l’effettiva capacità di esercitare
diritti e partecipare pienamente alla vita democratica.

La giustizia sociale deve dunque essere interpretata come principio regolatore preventivo, in linea
con l’approccio promosso dalle Nazioni Unite, capace di orientare le politiche pubbliche verso la
rimozione degli ostacoli che limitano l’eguaglianza sostanziale, così come previsto dall’articolo 3
della Costituzione italiana. L’analfabetismo digitale funzionale e la fragilità informativa
rappresentano oggi fattori di esclusione che investono direttamente il sistema educativo.
In coerenza con gli indirizzi internazionali e con la missione educativa della scuola italiana, il
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani promuove per il 2026 una
campagna mediatica nazionale rivolta alle istituzioni scolastiche dal titolo: “#Scuola in Rete”
Un titolo essenziale e immediato che intende affermare il ruolo della scuola quale spazio
privilegiato di attuazione dei principi di giustizia sociale nell’era digitale.
“#ScuolainRete” si inserisce idealmente nel solco delle priorità delle Nazioni Unite, ponendo al
centro l’educazione come leva strategica per ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità.

La campagna mira a promuovere una cittadinanza digitale critica, capace di integrare competenze
tecnologiche e consapevolezza giuridica, affinché studenti e docenti possano comprendere le
implicazioni normative dell’uso degli algoritmi, della protezione dei dati personali e delle nuove
forme di lavoro digitale.
La Giornata Internazionale della Giustizia Sociale 2026 rappresenta dunque un’occasione per
ribadire che l’educazione è lo strumento primario attraverso cui si realizza l’eguaglianza
sostanziale. Senza competenze digitali diffuse e consapevoli non vi è piena partecipazione; senza
tutela dei diritti nell’ambiente tecnologico non vi è democrazia effettiva; senza scuola non vi è
sviluppo sostenibile.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova il proprio impegno a
tradurre, nel contesto scolastico italiano, i principi promossi dalle Nazioni Unite, affinché la
giustizia sociale non resti enunciazione programmatica, ma divenga pratica educativa quotidiana e
fondamento concreto della convivenza democratica.

prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

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