CAMPANIA, Il 2 maggio 2026, si è concluso il IV Congresso Regionale dei Giovani Democratici della Campania, svoltosi a Caserta. L’assemblea ha eletto all’unanimità Lorenzo Raso come nuovo Segretario Regionale e Stefano Orlacchio come Presidente dei Giovani Democratici della Campania. Un risultato unitario che segna l’inizio di una nuova stagione per l’organizzazione giovanile, autonoma ma in costante dialogo con il Partito Democratico per rappresentare le istanze della nostra generazione.
Nel suo discorso d’insediamento, Lorenzo Raso ha ringraziato la segreteria nazionale dei GD — a partire dalla segretaria Virginia Libero, dal presidente Alessandro Monciotti e dalla Vice nazionale Tiziana Elli — i parlamentari, gli europarlamentari, i consiglieri regionali, il segretario regionale del PD Piero De Luca e tutti i compagni e le compagne che hanno reso possibile questi due giorni di lavori.
Al centro del suo intervento, la condizione dei giovani nel Mezzogiorno: i dati del Rapporto Svimez 2026 fotografano una Campania con il 46,7% di occupazione giovanile, tra i tassi più bassi d’Europa, e oltre 450mila campani — tra lavoratori e studenti — costretti a vivere fuori dalla propria provincia di residenza. Un’emorragia silenziosa che costa oltre 4,2 miliardi di euro l’anno. Raso ha parlato di lavoro dignitoso e sicuro, citando la morte di Pasquale Perna ad Acerra e il caso di Paul Neeraj, lavoratore indiano trentenne deceduto a Salerno dopo essere stato lasciato in condizioni critiche davanti al pronto soccorso: “Migliaia di donne e uomini lavorano in condizioni disumane. Spesso noi, con la presunzione di rappresentare i giovani, ci dimentichiamo di tanti altri che non sono nelle università o nei nostri giri privilegiati”.
Raso ha poi richiamato i valori che guideranno il suo mandato: lotta al divario salariale di genere, battaglia per il salario minimo, contrasto all’autonomia differenziata, impegno per la sanità pubblica, il diritto allo studio, i trasporti e la salute mentale. Ha chiuso con una citazione di Piero Gobetti — il giovane intellettuale ucciso dal fascismo a vent’anni — come bussola per l’azione politica che verrà: “Bisogna che torni presto l’azione calda, appassionata che supera tutti i dissidi e ci concilia con noi stessi e con gli altri, perché invece di costruire sillogismi crea un mondo nuovo tutti i giorni”.
Stefano Orlacchio, neo presidente dei Giovani Democratici della Campania, ha aperto il suo intervento con una lettura lucida e appassionata dello scenario internazionale: guerre fisiche ed economiche, la crisi del multilateralismo, il conflitto in Ucraina, la situazione a Gaza con oltre seicentomila morti. Ha rivendicato con forza il pacifismo dei GD — “Non asseconderemo le follie di un gruppo di megalomani che credono di poter decidere le sorti del mondo” — precisando che la pace si costruisce con la diplomazia, la cooperazione economica e, quando necessario, il sostegno a chi subisce un’aggressione.
Orlacchio ha poi raccontato il suo percorso personale e le ragioni della sua scelta di candidarsi alla presidenza: un gesto di responsabilità verso un’organizzazione che vuole “viva, realmente democratica e realmente autonoma”.
L’elezione all’unanimità di Raso e Orlacchio chiude un congresso che ha voluto essere, nelle parole degli stessi protagonisti, qualcosa di più di una semplice passerella: due giorni di dibattito politico vero, su antimafia, legalità, questione meridionale, politiche giovanili, sanità e ambiente. Un congresso unitario che non è frutto di una resa ma di una sintesi democratica, e che proietta i Giovani Democratici campani verso i prossimi anni con una bussola chiara: presenza capillare nei territori, dialogo con chi non si sente rappresentato, lotta alle disuguaglianze e costruzione di una classe dirigente all’altezza delle sfide del nostro tempo.
Come ha detto Raso citando Gobetti: costruire un mondo nuovo tutti i giorni. Il lavoro comincia adesso.

