Napoli: La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha citato in giudizio l’ex sindaco metropolitano di NapoliLuigi de Magistris per la ricapitalizzazione della Ctp, l’azienda del trasporto provinciale fallita nel 2022. Secondo i magistrati, l’operazione avrebbe provocato un danno erariale superiore ai 23 milioni di euro. Insieme a de Magistris andranno a giudizio altre sette persone, tra cui l’allora direttore generale e il segretario generale. La prima udienza è stata fissata per il 10 novembre 2026.

Due gli atti di citazione depositati, come detto, il primo relativo al 2018 da 11 milioni di euro circa, il secondo per il 2019 da 12,5 milioni. Secondo la procura contabile, però, la Ctp (Compagnia Trasporti Pubblici) società partecipata dell’ex Provincia di Napoli, fondata nel 2001, poi passata alla Città Metropolitana, le ricapitalizzazioni sarebbero arrivate anche quando la società sarebbe stata ormai decotta “in palese violazione della normativa speciale di riferimento disciplinante i presupposti del cd “soccorso finanziario”, come si legge negli atti.

Una situazione che sarebbe partita già male negli anni precedenti, tanto che le ripetute ricapitalizzazioni, secondo quanto ricostruito dai magistrati contabili, dal 2003 e per i successivi 20 anni sarebbero arrivate a superare i 332milioni di euro. Si tratta, quindi, di un lunghissimo periodo, che ha visto coinvolte diverse amministrazioni, di vari colori politici. Gli atti di citazione, però, come detto, si concentrano sul biennio 2018-2019, che, secondo la Procura, sarebbe stato quello dove la crisi sarebbe stata ormai irreversibile e quindi le ricapitalizzazioni considerate “inutili”.

Secondo la Procura, la società Ctp sarebbe entrata in una crisi irreversibile, come avrebbero dimostrato i documenti raccolti, tale da non poter essere sovvertita dalle ricapitalizzazioni messe in atto. Una crisi che sarebbe stata precedente poi a quella della pandemia Covid19, iniziata a febbraio 2020, che ha contribuito alle difficoltà di molte aziende dei trasporti. “Al palesarsi della pandemia – scrive la Corte dei Conti – la CTP spa era ormai già da tempo in una nota situazione di disavanzo strutturale irreversibile, tant’è che in data 24 dicembre 2020 veniva presentata la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo in bianco”.

Secondo i pm contabili, l’attività della Ctp era stata caratterizzata da “una drastica riduzione della produzione chilometrica nell’arco temporale dal 2010 al 2021: da circa 16.753.000 km utili percorsi nel corso del 2010 a circa 5.256.000 km nel 2021, con una riduzione totale di circa il 70%”.

Ma perché la Città Metropolitana avrebbe continuato a rifinanziare una società ormai sull’orlo della bancarotta? Le ricapitalizzazioni sono state giustificate sia con la necessità di salvaguardare la situazione occupazionale, sia per non interrompere un servizio di trasporto pubblico essenziale nella provincia di Napoli e di Caserta. Per la Procura contabile, tuttavia, sulla scelta di salvare posti di lavoro, “si tratta di erronea se non cartolare impostazione, considerato che i posti di lavoro si salvano solo allorquando si stabilizzano mentre in tali evenienze – con il soccorso illecito e cioè con la ricapitalizzazione in assenza dei presupposti logici e tecnici (piano industriale su tutti) – veniva spostato il problema del personale solo ed esclusivamente di un anno in avanti”.

“Le regole di finanza pubblica – secondo la Procura – infatti, utili a sostenere un legittimo ed utile ricorso al soccorso finanziario-ricapitalizzazione (e ovviamente la loro osservanza) servono proprio a garantire che quelle risorse – disposte dall’ente pubblico unico azionista – perseguano concretamente l’interesse pubblico, facendo rientrare la società partecipata in bonis, e così effettivamente preservando (come infatti non accaduto) posti di lavoro e una efficace gestione del primario servizio pubblico demandato.
(mio intervento in conferenza)”. In sostanza, come spiegato in conferenza stampa dalla Procura, “la problematica sociale di ordine pubblico non può giustificare l’erogazione di somme di danaro che non risolvono il problema”.

“Sono certo della correttezza assoluta formale e sostanziale del mio operato. Ho agito, come sempre, per il bene comune e per salvare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale, un’azienda pubblica e la vita di centinaia di famiglie”, ha dichiarato de Magistris dopo la conferenza stampa della Procura regionale.

L’ex primo cittadino ha ricordato il lavoro svolto negli anni alla guida del Comune di Napoli e della Città Metropolitana: “Da sindaco di Napoli, con la Costituzione nel cuore e nella testa, abbiamo salvato il Comune e tutte le aziende pubbliche che erano sull’orlo del fallimento. Lo abbiamo fatto senza soldi e con tanta tenacia, onestà e coraggio”.

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