Napoli: La vicenda giudiziaria è ormai nota, perché se ne parlò già nel 2025, quando la Guardia di Finanza notificò a Luigi de Magistris gli atti interruttivi della prescrizione. È quella delle ricapitalizzazioni della Ctp, compagnia di trasporto pubblico della Città Metropolitana, che secondo la Procura della Corte dei Conti avrebbero determinato un consistente danno erariale.

La storia torna oggi di attualità perché la Procura della Corte dei Conti ha tenuto una conferenza stampa per informare che, dopo la consegna degli inviti a dedurre, è arrivata la notifica degli atti di citazione. Si andrà a giudizio, dunque, e l’udienza è stata fissata al 10 novembre. 

Netta la risposta dell’ex sindaco Luigi de Magistris:

“Sono certo della correttezza assoluta formale e sostanziale del mio operato. Ho agito, come sempre, per il bene comune e per salvare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale, un’azienda pubblica e la vita di centinaia di famiglie”, ha dichiarato de Magistris dopo la conferenza stampa della Procura regionale.

L’ex primo cittadino ha ricordato il lavoro svolto negli anni alla guida del Comune di Napoli e della Città Metropolitana: “Da sindaco di Napoli, con la Costituzione nel cuore e nella testa, abbiamo salvato il Comune e tutte le aziende pubbliche che erano sull’orlo del fallimento. Lo abbiamo fatto senza soldi e con tanta tenacia, onestà e coraggio”.

Nel lungo intervento, de Magistris ha sostenuto che il progetto di rilancio della Ctp non sarebbe stato completato per la fine del suo mandato: “Non siamo riusciti a completare il lavoro per CTP perché è terminato il mio mandato ed altri dopo di noi hanno deciso di non proseguire il salvataggio dell’azienda”.

Poi l’affondo politico: “È paradossale che nella mia vita istituzionale mi debba ancora difendere. Avrei sbagliato se non avessi agito, quella sarebbe stata una colpa”.

L’ex sindaco ha inoltre sottolineato come la ricapitalizzazione fosse stata adottata con il supporto tecnico-amministrativo degli uffici competenti: “Ho agito per CTP con i pareri favorevoli del segretario generale, del direttore generale, del ragioniere generale e di tutti i dirigenti e funzionari. Che altro avrei potuto fare?”.

Infine, de Magistris ha ribadito la fiducia nella magistratura contabile: “Nutro fiducia che da magistrati autonomi e indipendenti verrà accertata la totale correttezza del nostro operato”.

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