Mugnano: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Questa la celebre frase pronunciata da Tancredi Falconeri, il giovane e scaltro nipote del Principe Fabrizio di Salina, protagonista del romanzo di Tomasi di Lampedusa “Il Gattopardo”.
Il motto ben riassume il trasformismo che fu degli aristocratici meridionali che cambiarono solo corona ma conservavano intatto il loro potere all’indomani dell’Unità d’Italia.
Motto che sembra calzare alla perfezione per il “nuovo Consiglio comunale” di Mugnano così simile al vecchio cha ha cambiato solo il vertice sostituendo il vecchio “Re” Sarnataro col delfino Schiattarella. Saranno 22 seggi i seggi per la “vecchia/nuova” maggioranza Schiattarella, soltanto due invece seggi che andranno all’opposizione.
A Testa Alta del Consigliere regionale Giovanni Porcelli sfiora il 20% delle preferenze con 5 eletti: Migliaccio Biagio, Bova Antonio, Liccardo Rosa, Liccardo Pasquale, Sicuranza Giuseppe. Seconda la Lista Schiattarella con il 15,95% con 4 eletti: Guarino Biagio, Palumbo Domenico, Fusco Tomaso, Maisto Caterina. Segue il Pd targato Sarnataro al 12,02% con 3 eletti: Puzone Daniela, Liccardo Savina, Mandara Raffaele.
Casa Riformista all’11,21% con 3 eletti: Bove Gennaro, Rigotti Silvio, Daniele Filippo. Poi Europa Verdi al 10,40% con 3 eletti: Mauriello Mario, Cipolletra Giuseppe, Di Guida Mariarosaria Seguono Siamo Mugnano all’8,6% con due eletti: Santopaolo Gennaro, Esposito Rita e Mugnano Città Viva al 7,17% anch’essa con due eletti: Micillo Ezio, Rinaldi Salvatore.
All’opposizione ci sarà Nello Romagnuolo, che con le liste Periferia Attiva e Agorà sfiora quota 2mila voti personali ma elegge un solo rappresentate.
Resta fuori la seconda lista Agorà animata da Nello Chianese. Con lui all’opposizione entrerà anche Gennaro Ruggiero, candidato di Fratelli d’Italia, forte di quasi 1000 voti raccolti dalla lista. Resta invece fuori dal Consiglio Massimo Vallefuoco unico non riconfermato nelle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle che lo candidava chiude appena sotto la soglia di sbarramento al 2,9%.

