Mugnano: Il Partito Democratico di Mugnano ritiene necessario intervenire pubblicamente per fare chiarezza sulla fase politica che sta accompagnando la nascita della nuova Amministrazione comunale.

Lo facciamo con senso di responsabilità, ma anche con la fermezza di chi non intende accettare
mortificazioni politiche, ruoli marginali o decisioni assunte senza un vero confronto con le forze della
coalizione. È questo il principio che riteniamo sia mancato.

In queste settimane il Partito Democratico ha tenuto un atteggiamento leale, serio e costruttivo. Abbiamo rispettato il risultato elettorale, il sindaco eletto, la coalizione e soprattutto i cittadini di Mugnano, che hanno scelto un progetto amministrativo nel quale il nostro partito ha avuto un ruolo determinante.

Proprio per questo non possiamo nascondere il profondo disagio che stiamo vivendo. Il Partito Democratico si è sentito progressivamente messo da parte, escluso da un ragionamento politico complessivo e trattato come una forza chiamata soltanto a prendere atto di decisioni già maturate altrove.

Tutto questo appare ancora più incomprensibile perché il Sindaco Pierluigi Schiattarella è un iscritto del Partito Democratico. È stato presidente del Consiglio comunale durante le Amministrazioni guidate dal Sindaco Luigi Sarnataro, stagioni nelle quali Mugnano ha avuto un sindaco del Partito Democratico e un presidente del Consiglio comunale del Partito Democratico.

Una storia politica e amministrativa importante, costruita insieme, che oggi non può essere dimenticata o utilizzata soltanto quando conviene.
Il Partito Democratico avrebbe avuto pieno titolo per partecipare, fin dall’inizio nella definizione degli assetti istituzionali e amministrativi. Per consenso, rappresentanza e contributo alla vittoria, il PD era tra le prime forze della coalizione chiamate a scegliere e a concorrere alla costruzione della nuova squadra di governo.

Invece, abbiamo dovuto prendere atto che il confronto politico si è svolto quando le principali scelte sugli assetti istituzionali apparivano ormai sostanzialmente definite, riducendo il ruolo del Partito Democratico ad una mera presa d’atto.
Il ruolo di Vicesindaco, la Presidenza del Consiglio comunale ed alcune deleghe fondamentali sono
apparse parte di un equilibrio già definito, mentre al Partito Democratico veniva prospettata soltanto la possibilità di indicare un assessore nell’ambito degli equilibri di genere con deleghe decise da altri.
Il punto, è bene ribadirlo, non è il numero delle cariche attribuite al Partito Democratico. Il punto è che il confronto politico non può ridursi alla semplice comunicazione di decisioni già assunte.

Questo metodo è politicamente inaccettabile.
Il Partito Democratico non può accettare di essere trattato come una presenza accessoria o come un
semplice elemento di completamento della maggioranza. Il PD è stato protagonista della vita politica e amministrativa di Mugnano e intende continuare a esserlo.

Anche negli ultimi giorni abbiamo dimostrato responsabilità e disponibilità. Abbiamo partecipato a ogni tentativo di mediazione, anche rinunciando a rivendicazioni che ritenevamo pienamente legittime. Per questo ringraziamo il Sindaco uscente Luigi Sarnataro, che ha provato fino all’ultimo a favorire un percorso di mediazione volto a ricercare una soluzione equilibrata ma capace di riconoscere al Partito Democratico il ruolo politico che gli spetta.

Nell’ambito di questo percorso, il PD ha persino messo in campo la propria massima espressione
politica cittadina, individuando nel Segretario Giovanni Mauriello, che ringraziamo per la disponibilità- la figura autorevole da proporre per un ruolo nell’esecutivo e capace di aprire un terreno nuovo di dialogo.

Era una proposta politica seria, non una richiesta personale. Era un tentativo di costruire una soluzione condivisa, capace di ricomporre le distanze, restituendo al contempo centralità al Partito Democratico.

Tuttavia, alla luce delle scelte già maturate, dell’assenza di un confronto complessivo e della
sensazione che al PD venissero riservati soltanto spazi residuali, abbiamo ritenuto di ritirare quella
disponibilità. Il Partito Democratico non può accettare soluzioni costruite sugli scarti di decisioni prese altrove.

Anche sulla presidenza del Consiglio comunale abbiamo mostrato senso istituzionale. Pur avendo
titolo politico per rivendicare quella figura, abbiamo chiesto almeno che si ragionasse su una figura terza, diversa dal consigliere Ezio Micillo, senza nulla di personale nei suoi confronti.
La nostra è una valutazione esclusivamente politica: riteniamo non corretto sul piano politico che la seconda carica istituzionale dell’Ente venga espressa dall’ultima lista della maggioranza, mentre il Partito Democratico, una delle principali forze della coalizione, viene tenuto ai margini delle scelte più importanti.

Non comprendiamo il metodo seguito dal Sindaco nei rapporti con le forze politiche. Non ci sono stati
luoghi chiari di confronto, non sono state definite regole condivise, non sono stati esplicitati criteri
politici trasparenti. La mancanza di un reale percorso di condivisione emerge con particolare evidenza anche su un tema strategico come l’Urbanistica. Ci è stato rappresentato che tutte le forze politiche della coalizione avrebbero partecipato all’individuazione di una figura tecnica di riferimento per una materia così delicata e decisiva per il futuro della città.

Con il Partito Democratico, invece, non vi è mai stato alcun confronto né sulla scelta della figura tecnica né sull’impostazione delle deleghe in materia urbanistica.

Oggi si procederebbe alla nomina della Giunta e del nuovo assessore competente senza che il PD abbia
mai preso parte a tale discussione e senza che sia stato neppure messo nelle condizioni di conoscere
preventivamente il nome della persona individuata. Anche questo conferma un metodo che esclude il
Partito Democratico dalle scelte fondamentali e riduce il confronto politico a una semplice presa d’atto.

Una coalizione non si guida con decisioni calate dall’alto. Una maggioranza non si costruisce attraverso interlocuzioni frammentarie, rapporti personali o accordi precostituiti. Una maggioranza si costruisce con il confronto, con il rispetto reciproco e con il riconoscimento della pari dignità politica di tutte le sue componenti.

Non comprendiamo neppure le ragioni per cui una lista della coalizione non dovrebbe avere
rappresentanza nella nuova Amministrazione. Nessuno può mettere fuori dalla maggioranza una forza politica che ha contribuito alla vittoria, che condivide il programma e che si riconosce negli obiettivi presentati agli elettori.

Semmai, il punto è un altro: il metodo seguito ha finito per riconoscere ad alcune componenti un ruolo pieno nella definizione delle scelte, relegando altre ad un ruolo sostanzialmente passivo.
Ed è proprio questo il nodo politico che oggi denunciamo. Il Partito Democratico non può accettare che all’interno della stessa coalizione vi siano forze politiche alle quali viene riconosciuta piena capacità di incidere sulle scelte ed altre chiamate semplicemente a ratificarle.
Abbiamo sostenuto questa coalizione con lealtà.

Abbiamo contribuito alla vittoria. Abbiamo garantito esperienza amministrativa, radicamento politico, senso delle istituzioni e spirito unitario.
Ma la lealtà non è subalternità. La responsabilità non è silenzio. La disponibilità al confronto non è
accettazione passiva.

Il Partito Democratico di Mugnano resta ancorato al programma votato dai cittadini e agli obiettivi della
coalizione. Ma chiede al Sindaco Pierluigi Schiattarella di aprire finalmente un confronto vero, politico, trasparente e rispettoso.

Mugnano ha bisogno di un’Amministrazione forte, autorevole e coesa. Ma la coesione non si costruisce
mortificando una delle principali forze politiche della coalizione. Si costruisce riconoscendo a ciascuno il proprio ruolo, il proprio peso e la propria dignità.

Il Partito Democratico non chiede privilegi. Chiede rispetto. E il rispetto, in politica, viene prima di ogni incarico.

Nota stampa del Partito Democratico – Circolo di Mugnano di Napol

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