Mugnano: «Una serata fatta di sorrisi, impegno, collaborazione e amore per Mugnano». Con queste parole il movimento “Oltre” ha celebrato il successo della recente Passeggiata Ecologica sotto le Stelle, un’iniziativa che ha visto giovani e adulti camminare fianco a fianco perché — si legge nel comunicato — «il senso civico non si racconta, si vive».
L’entusiasmo dei cittadini che hanno partecipato è encomiabile. Vedere residenti rimboccarsi le maniche, raccogliere rifiuti e contribuire concretamente alla cura del territorio rappresenta certamente un segnale positivo di partecipazione civica.
Ma proprio questo entusiasmo apre una domanda, inevitabile, sul piano politico e amministrativo.
A promuovere, sostenere e partecipare in prima linea alla passeggiata c’erano infatti anche esponenti dell’amministrazione comunale, tra cui il sindaco e un consigliere di maggioranza.
Ed è qui che il messaggio rischia di trasformarsi in un vero e proprio autogol politico.
Se è vero che «il miglioramento non aspetta qualcuno, ma comincia da chi decide di esserci», allora chi amministra una città dovrebbe certamente esserci. Ma dovrebbe esserci anche — e soprattutto — attraverso la programmazione, il controllo dei servizi, il monitoraggio del territorio e la capacità di intervenire quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
La domanda, dunque, non è se sia positivo raccogliere rifiuti durante una passeggiata ecologica. Lo è.
La domanda è un’altra: perché iniziative straordinarie di volontariato devono ancora essere necessarie per riportare l’attenzione sulla pulizia degli spazi pubblici?
Se durante una passeggiata ecologica vengono raccolti rifiuti abbandonati lungo le strade, il dato non dovrebbe essere utilizzato soltanto come occasione per celebrare il senso civico dei partecipanti. Dovrebbe rappresentare anche uno stimolo per interrogarsi sull’efficienza del servizio ordinario di igiene urbana e sulla qualità del decoro cittadino.
Perché i cittadini di Mugnano pagano tasse e tributi anche per usufruire di servizi pubblici efficienti. Il volontariato è una straordinaria espressione di partecipazione, ma non può diventare — né nella percezione dei cittadini né nella comunicazione politica — il sostituto delle attività che spettano ordinariamente ai servizi comunali e ai soggetti incaricati della gestione della raccolta e della pulizia.
Ed è proprio qui che l’amministrazione dovrebbe dare risposte.
Non basta celebrare il gesto di chi raccoglie un sacchetto. Sarebbe altrettanto importante spiegare perché quel sacchetto si trovi lì, quali controlli vengano effettuati, quali risultati produca il servizio di igiene urbana e quali interventi siano previsti per migliorare il decoro della città.
Ben venga, dunque, l’invito finale del movimento: «Cammina con noi. Il prossimo protagonista potresti essere tu».
I cittadini, però, potrebbero legittimamente rispondere con un altro auspicio: la prossima passeggiata vorremmo farla in una città già pulita, lasciando al volontariato il compito di sensibilizzare e non quello di colmare eventuali carenze del servizio ordinario.
E resta, infine, una nota politica curiosa.
Alla passeggiata ha partecipato anche Vallefuoco, candidato dell’opposizione ed esponente del Movimento 5 Stelle. Una presenza che, anche da non eletto, conferma la sua disponibilità a partecipare alle iniziative di cittadinanza attiva.
Un punto sul quale, almeno questa volta, maggioranza e opposizione sembrano aver trovato una singolare forma di collaborazione: tutti insieme a raccogliere i rifiuti.
La domanda successiva, però, resta tutta politica: chi deve fare in modo che, la prossima volta, ce ne siano molti meno da raccogliere?
