Marano: Ancora una volta mi trovo a dover inviare una regolare segnalazione e diffida alla Commissione Straordinaria e al responsabile di settore rispetto all’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti.
Ci sono gravi anomalie da parte della ditta preposta alla raccolta, Marano Ambiente Scarl, che ricadono direttamente sulla qualità del servizio e, quindi, sui cittadini, ma anche sui lavoratori.
L’organizzazione del lavoro e l’organizzazione interna dell’azienda non possono ricadere sulla città.

  1. Orari di raccolta: una situazione già segnalata.
    Avevo già segnalato, anche formalmente attraverso PEC, la questione degli orari di raccolta e il fatto che alcuni automezzi uscissero per il servizio intorno alle 22-23.
    Non una volta sola.
    Ho segnalato il problema, ho chiesto chiarimenti e ho posto una questione molto semplice: se ai cittadini è consentito conferire fino alle 24, com’è possibile che il mezzo passi prima, lasciando di fatto scoperto chi conferisce successivamente?
    Anche davanti a queste mie PEC, ancora una volta, si è fatto orecchie da mercante.
    Nonostante le segnalazioni formali, il problema continua a ripresentarsi.
    Ieri mi è capitato, per l’ennesima volta, di raccogliere la segnalazione di un cittadino presso il nostro Sportello. Si tratta di un residente di San Marco che ha riferito che l’automezzo, la sera precedente, era passato intorno alle 22.
    Ieri sera, inoltre, ho personalmente incrociato un automezzo impegnato nella raccolta intorno alle 23.
    Sotto il mio post di denuncia sono arrivate numerose segnalazioni di cittadini che hanno raccontato la stessa identica situazione.
    Quindi delle due l’una: o il sistema di raccolta è organizzato male, oppure qualcuno deve spiegare ai cittadini perché vengono autorizzati a conferire fino a una determinata ora e poi i mezzi passano prima della scadenza.
    Perché se un cittadino conferisce alle 23.30, dopo che il mezzo è già passato, chi raccoglie quel rifiuto?
    Non è una domanda polemica. È una domanda alla quale chi gestisce il servizio deve dare una risposta.
    Soprattutto deve darla dopo che il problema è stato segnalato formalmente e più volte.
  2. Ritardi negli stipendi
    A questo si aggiunge un secondo aspetto altrettanto grave: la comunicazione fatta dall’azienda alle organizzazioni sindacali in merito al ritardo nel pagamento della mensilità di luglio.
    Non è accettabile che i lavoratori non percepiscano il proprio salario in maniera puntuale.
    I lavoratori e le loro famiglie hanno scadenze, impegni e necessità economiche e in un periodo come quello estivo, un ritardo nello stipendio è ancora più pesante.
    I problemi organizzativi e gestionali dell’azienda non possono essere scaricati né sui lavoratori né sui cittadini.
    Una vicenda annunciata
    Qui arriviamo al punto politico.
    Queste criticità non sono nate oggi.
    Le avevamo segnalate già prima dello scioglimento, in Commissione Ambiente, perché eravamo preoccupati rispetto alla gestione del servizio e soprattutto rispetto al forte ribasso dell’offerta presentata in gara.
    Poi anche l’assessore al ramo uscente aveva segnalato la situazione, arrivando a scrivere una lettera alla Commissione Straordinaria anche dopo lo scioglimento, così come le Organizzazioni Sindacali.
    Ma non finisce qui.
    Anche le mie PEC sugli orari di raccolta sono rimaste, di fatto, inascoltate.
    Avevamo avvertito, avevamo segnalato, avevamo chiesto chiarimenti.
    Cosa è stato fatto?
    Orecchie da mercante.
    Si è preferito non affrontare il problema quando era ancora possibile intervenire prima che diventasse l’ennesima emergenza.
    Oggi, invece, ci ritroviamo a dover rincorrere i problemi, mentre a pagarne le conseguenze sono sempre gli stessi: i cittadini, che si ritrovano i rifiuti in strada, strade sporche e i lavoratori, che aspettano il proprio stipendio.
    È francamente inaccettabile.
    Lo dico con chiarezza: non consentiremo che si continui a far passare tutto come un semplice disservizio.
    Quando un problema viene segnalato formalmente, più volte, attraverso atti e PEC, e nessuno interviene, non siamo più davanti a una semplice svista organizzativa.
    Siamo davanti a una grave incapacità di controllo e di gestione del servizio.
    Per questo chiediamo alla Commissione Straordinaria e al responsabile del settore di intervenire immediatamente, verificare quanto sta accadendo e chiarire pubblicamente:
    quali sono gli effettivi orari di uscita e di raccolta degli automezzi;
    perché alcuni mezzi risultano impegnati nella raccolta prima della scadenza dell’orario di conferimento;
    quali controlli vengono effettuati sul servizio;
    quali provvedimenti sono stati adottati a seguito delle segnalazioni già presentate;
    e quali garanzie vengono date ai lavoratori rispetto alla puntualità del pagamento degli stipendi.
    Perché le segnalazioni c’erano già state.
    Le PEC sono state inviate.
    Le criticità erano state evidenziate in Commissione Ambiente.
    L’assessore al ramo aveva scritto alla Commissione Straordinaria.
    Non si può continuare a dire che non si sapeva.
    Ora basta.
    L’organizzazione interna di un’azienda non può diventare un problema della città e chi ha il compito di controllare il servizio ha il dovere di intervenire.
    • Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

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