Marano: NON BASTA AVERE LE TELECAMERE: ADESSO VOGLIAMO SAPERE SE FUNZIONANO E QUALI RISULTATI PRODUCONO
LO SVERSAMENTO ABUSIVO DEI RIFIUTI CONTINUA: 97 TELECAMERE , MA DOVE SONO I RISULTATI? OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA, DOPO LO SCIOGLIMENTO IL DEGRADO PEGGIORA-

Questa mattina ho cercato di interloquire con la Polizia Municipale per conoscere l’effettivo funzionamento dell’impianto di videosorveglianza e delle fototrappole presenti sul territorio comunale.
Mi è stato suggerito di attendere il rientro della Comandante e di confrontarmi direttamente con lei. È proprio per questo che, nelle more di tale incontro, ho ritenuto opportuno formalizzare come cittadina una istanza di accesso civico generalizzato, chiedendo contestualmente un confronto con la Comandante della Polizia Municipale.
Perché oggi il punto non è più sapere semplicemente quante telecamere abbiamo.
Il punto è sapere che cosa fanno realmente queste telecamere.
Quante sono effettivamente funzionanti? Quante ore vengono utilizzate? Quanti controlli vengono effettuati? Quanti illeciti vengono individuati? Quante sanzioni vengono elevate? Qual è l’importo delle sanzioni? Quanto viene effettivamente riscosso? E, soprattutto, quale effetto deterrente sta producendo questo sistema rispetto allo sversamento abusivo dei rifiuti?
UNA QUESTIONE CHE PORTO AVANTI DA TEMPO
Questa non è una richiesta nata oggi.
Durante la precedente consiliatura ho già sollevato più volte la questione. Nel luglio 2025 ho presentato una specifica richiesta di accesso agli atti e il tema è stato affrontato anche in Commissione Ambiente, nella quale la Polizia Municipale ci ha fornito un report delle sanzioni elevate.
E proprio quei numeri, a fronte della presenza di un sistema di videosorveglianza così esteso, sono apparsi troppo esigui rispetto alla dimensione del fenomeno.
Esistono verbali delle Commissioni, richieste protocollate e documentazione che dimostrano che questa battaglia non nasce oggi e non è legata all’attuale gestione commissariale.
È una questione che ho posto quando c’era un’amministrazione politica e che continuo a porre oggi che il Comune è amministrato da una Commissione Straordinaria.
E QUI ARRIVA IL PUNTO PIÙ IMPORTANTE
Il Comune di Marano è stato sciolto ai sensi dell’art. 143 del TUEL dopo un procedimento nel quale sono stati rilevati elementi di condizionamento dell’amministrazione da parte della criminalità organizzata e gravi criticità nel funzionamento dell’ente. Il decreto di scioglimento affida oggi la gestione del Comune alla Commissione Straordinaria proprio con l’obiettivo di assicurare il risanamento dell’ente e il ripristino della legalità.
E allora una domanda diventa inevitabile.
Se nella relazione posta a fondamento dello scioglimento è stata evidenziata anche la situazione relativa al sistema di videosorveglianza e alle criticità connesse alla sua effettiva operatività e alla disciplina regolamentare, quale momento migliore dell’attuale gestione commissariale per dimostrare che quelle criticità sono state definitivamente superate?
Ed è proprio su questo che, da cittadina, non intendo fare sconti.
Se una carenza relativa alla videosorveglianza e alla sua disciplina è stata considerata nella relazione di accesso e nel quadro delle criticità dell’ente, sarà la Commissione Straordinaria a dover dimostrare, attraverso fatti e numeri, che quella situazione è stata superata.
Perché altrimenti si rischia un paradosso: si scioglie un Comune anche in ragione di un quadro di eventuali criticità amministrative e poi, una volta insediata la gestione straordinaria, i cittadini continuano a non riuscire a capire quale sia l’effettiva attività prodotta da un sistema di videosorveglianza che dovrebbe essere uno degli strumenti fondamentali di controllo del territorio.
E sia chiaro: non sto affermando che il mancato o ritardato funzionamento delle telecamere costituisca di per sé una prova di condizionamento mafioso anzi . Qualcuno dovrebbe fare chiarezza e compiere operazioni di verità anche su questo. Sto ponendo una domanda politica e istituzionale molto semplice: se questa criticità è stata richiamata nel contesto della relazione che ha preceduto lo scioglimento, vorrei capire quale relazione concreta esista tra quella criticità e il quadro complessivo che ha portato al commissariamento e, soprattutto, quali interventi siano stati adottati per eliminarla.
Qualcuno, infatti, prima o poi dovrà spiegare ai cittadini in che modo una simile criticità si inserisse nel quadro delle ragioni dello scioglimento e quali risultati siano stati ottenuti dalla gestione straordinaria per superarla.
E’ UN ANNO CHE LA COMMISSIONE STRAORDINARIA AMMINISTRA ( mancano pochi giorni) E’ IL TEMPO PER CAMBIARE C’E’ STATO TUTTO , anche perché la Commissione ha trovato tutti gli atti già predisposti.
La Commissione Straordinaria non è una normale amministrazione politica.
È stata chiamata a gestire il Comune proprio in un’ottica di risanamento, legalità, trasparenza e ripristino del corretto funzionamento dell’Ente. Il decreto di scioglimento stabilisce espressamente che la gestione straordinaria deve operare per rimuovere gli effetti pregiudizievoli e assicurare il risanamento dell’ente.
Per questo motivo, mi sarei aspettata e continuo ad aspettarmi risultati completamente differenti.
Risultati che, ad oggi, almeno per quanto è possibile verificare attraverso i dati che sono stati forniti e da quello che si vede per le strade appaiono ancora lontani.
Perché se abbiamo un sistema composto da decine e decine di telecamere e fototrappole, non possiamo accontentarci di sapere che gli impianti esistono.
Vogliamo sapere cosa producono.
Vogliamo sapere quante persone sono state effettivamente individuate mentre abbandonavano rifiuti.
Vogliamo sapere quante sanzioni sono state elevate.
Vogliamo sapere quanto è stato riscosso.
Vogliamo sapere se il sistema funziona come strumento di prevenzione.
Vogliamo sapere se il fenomeno dello sversamento abusivo è diminuito.
Vogliamo sapere quanto costa all’Ente rimuovere i rifiuti che continuano a essere abbandonati e, quindi, quanto di questo costo ricade sui cittadini.
NON È UNA CACCIA AL CITTADINO: È CONTROLLO SULL’UTILIZZO DI RISORSE PUBBLICHE
La mia richiesta non riguarda i dati personali delle persone eventualmente sanzionate.
Non chiedo nomi, indirizzi o altri dati sensibili.
Chiedo numeri. Chiedo risultati. Chiedo atti amministrativi.
Chiedo di poter verificare se un investimento pubblico così importante stia producendo quello che dovrebbe produrre: prevenzione, controllo, accertamento e deterrenza.
Perché ogni telecamera che non funziona, ogni fototrappola inutilizzata e ogni controllo che non produce alcun risultato rischiano di trasformare un investimento pubblico in una semplice infrastruttura priva dell’efficacia che i cittadini hanno diritto di aspettarsi.
E nel frattempo il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti continua a produrre degrado.
I rifiuti devono essere rimossi, gli interventi hanno un costo e quel costo finisce sul bilancio comunale e, direttamente o indirettamente, sulle tasche dei cittadini.
ADESSO SERVONO FATTI
Per questo considero assolutamente legittimo chiedere alla Polizia Municipale e alla Commissione Straordinaria di rendere conto dell’attività effettivamente svolta attraverso il sistema di videosorveglianza e fototrappolaggio.
La mia non è una polemica contro la Polizia Municipale, né contro i singoli operatori.
È una richiesta di trasparenza istituzionale.
E proprio perché oggi il Comune è affidato a una gestione straordinaria chiamata a ripristinare legalità, efficienza e credibilità dell’istituzione, mi aspetto che i risultati siano finalmente all’altezza delle aspettative dei cittadini.
Le telecamere ci sono?
Bene.
Ma devono funzionare.
Devono essere utilizzate.
Devono produrre controlli.
Devono consentire di individuare chi viola le regole.
E quando vengono accertate violazioni, devono seguire le sanzioni previste dalla legge.
In altre parole: se abbiamo 97 telecamere dichiarate funzionanti, vogliamo vedere 97 telecamere che funzionano davvero e un’attività di controllo che sia conseguente, concreta e misurabile.
Perché dopo tutto quello che è accaduto a Marano, e alla luce delle ragioni che hanno portato allo scioglimento dell’Ente, non possiamo più permetterci contraddizioni.
Come cittadina, continuerò quindi a chiedere dati, documenti e risultati.
Non mi interessa quante telecamere vengono annunciate. Mi interessa quante telecamere funzionano, quanti illeciti vengono scoperti e quanto il Comune riesce concretamente a difendere il territorio e le tasche dei cittadini.
A tutto questo si aggiunge che l’impiego delle guardie ambientali, annunciato nel mese di gennaio, utile a coadiuvare l’attività di controllo della Polizia Municipale è rimasto un mero annuncio.
E su tutto questo, oggi più che mai, da cittadina innanzitutto pretendo risposte chiare.

Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

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