Marano: «Marano è a un bivio storico. Per uscire dal declino non servono né “salvatori della patria” né la solita politica dell’autoreferenzialità. Serve una doppia svolta: una classe dirigente libera ed etica, e una comunità consapevole che il rispetto delle regole e il pagamento delle tasse sono la prima pietra per ricostruire i servizi essenziali».

A dichiararlo è l’avvocato Francesco Speranza, che interviene con forza sul dibattito politico e amministrativo cittadino, chiedendo un cambio di passo immediato e il superamento delle polemiche sterili.

1. Il patto civico: “Senza tributi non ci sono servizi”

«Dobbiamo guardarci negli occhi e dirci la verità: uscire dal dissesto e garantire decoro, sicurezza e uffici efficienti richiede la responsabilità di tutti», prosegue Speranza. «Per il solo esercizio 2026, il Comune di Marano ha dovuto accantonare circa 4 milioni di euro nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità a causa dell’evasione fiscale sulle entrate tributarie. Sono risorse sottratte direttamente ai cittadini: ogni euro evaso è un servizio in meno per i nostri quartieri, una strada non asfaltata o un parco abbandonato. Pagare quanto dovuto non è un balzello, ma l’unico modo per tornare padroni del nostro futuro».

2. Lo stop alla politica dell’io e dei conflitti di interesse

Rivolgendosi agli addetti ai lavori e alle forze politiche, Speranza traccia una linea netta di discontinuità: «Basta con il ping-pong di veti incrociati e ambizioni personali. L’amministrazione pubblica non è un palcoscenico per l’ego né una garanzia per carriere private, ma un servizio che richiede silenzio operoso, competenza e assoluta trasparenza».

Per Speranza, la nuova fase amministrativa deve basarsi su pilastri inderogabili:

• Nessun conflitto di interesse: chi amministra non può operare direttamente o tramite partner nei settori di cui si occupa l’ente (edilizia, urbanistica, appalti ed informazione).

• Squadra nota prima del voto: la giunta deve essere presentata ai cittadini prima delle elezioni, a garanzia di una compagine coesa e impermeabile a condizionamenti familiari, economici o di bottega.

• Competenza sui bilanci: in un ente in dissesto non c’è spazio per l’improvvisazione. Servono figure esperte capaci di intercettare fondi europei e sbloccare la macchina comunale.

«Ricostruire Marano richiede tempo, verità e una visione di lungo periodo. Chi promette miracoli immediati inganna la città. È il momento che la politica ritrovi il senso del limite e della responsabilità, e che i cittadini si riappropriano del proprio ruolo attivo», conclude l’Avv. Francesco Speranza.

 Nota stampa Francesco Speranza

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