Marano: Sono 308 beni confiscati: un patrimonio da valorizzare per creare lavoro, servizi, diritti e nuove opportunità per l’intera comunità.

Lunedì 12 ottobre, presso la Casa dei Diritti, 100 Passi ,Sinistra Italiana Città dei Diritti, FreeMarano e al Movimento e Progetto Civico, hanno promosso un importante dibattito pubblico sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un confronto di alto profilo che ha messo al centro una sfida decisiva per il futuro della città: trasformare un patrimonio sottratto alle mafie in una straordinaria opportunità di sviluppo economico e sociale.
Alla tavola rotonda sono intervenuti Mariano Di Palma, referente in Campania dell’ associazione Libera contro le mafie , il Senatore Luigi Nava, componente della Commissione parlamentare antimafia, Domenico Marrazzo, Consigliere della Città Metropolitana con delega alle Politiche di e
coesione, il Segretario Regionale di Sinistra Italiana Campania e Stefania Fanelli, Segretaria cittadina di Sinistra Italiana, che ha aperto i lavori.
Dal dibattito è emerso con forza un dato: i 308 beni confiscati a Marano non sono un peso amministrativo, ma una straordinaria opportunità di sviluppo per il territorio. Dei 119 beni già consegnati, soltanto 51 risultano effettivamente utilizzati, mentre altri 109 sono in arrivo tra terreni, strutture e unità abitative.
Permangono criticità importanti: ritardi nella consegna materiale degli immobili, beni ancora occupati da famiglie appartenenti a contesti criminali, strutture abusive e costi elevati di recupero e riqualificazione. Problemi che non possono essere scaricati esclusivamente sui Comuni e sulle associazioni di volontariato, spesso prive delle risorse economiche e delle competenze tecniche necessarie. È indispensabile un intervento concreto dello Stato, come hanno ribadito gli stessi rappresentanti Istituzionali, che accompagni gli enti locali con risorse, personale e strumenti adeguati.
Nel corso dell’iniziativa è stata sottolineata anche l’importanza della modifica del regolamento sui beni confiscati, approvata dal Consiglio comunale, che consente di ampliare la possibilità di assegnazione agli enti pubblici, riconoscendo il valore dei servizi essenziali che questi garantiscono alla cittadinanza.
Tra le proposte emerse, la coprogettazione partecipata, partendo dall’analisi dei bisogni reali della città, e l’istituzione di un Osservatorio civico permanente sui beni confiscati, coinvolgendo associazioni, istituzioni e forze dell’ordine per monitorare il percorso dei beni, promuovere la trasparenza e favorire una gestione efficace proposte che Sinistra Italiana aveva già presentato in Consiglio Comunale. Particolarmente significativa anche la proposta, avanzata da Mariano Di Palma, di lavorare alla costruzione di una cooperativa di comunità di abitanti che metta al centro il diritto all’abitare.
La sfida è trasformare questo patrimonio in spazi per i servizi, opportunità occupazionali, progetti di welfare e percorsi di inclusione sociale. I beni confiscati possono diventare presìdi di legalità e motori di rigenerazione urbana, capaci di rispondere ai bisogni delle persone e rafforzare la coesione della comunità.
La camorra non sottrae soltanto risorse economiche, ma anche diritti, opportunità e futuro. Restituire i beni confiscati alla collettività significa restituire tutto questo ai cittadini.
Marano ha una straordinaria opportunità di sviluppo: occorre trasformarla in una strategia concreta e condivisa, affinché ogni bene sottratto alla criminalità diventi una risorsa per creare lavoro, garantire servizi, promuovere inclusione e costruire un futuro migliore per l’intera città.

È stato un dibattito partecipato, che ha visto la presenza delle forze politiche, delle associazioni e dei cittadini del Comitato di lotta per il diritto all’abitare.
Proprio sul tema del diritto all’abitare abbiamo dimostrato, dati alla mano, che sul nostro territorio è stata vinta una battaglia importante: gli alloggi assegnati, con i due precedenti bando sono il risultato concreto della nostra incessante mobilitazione e delle proposte che abbiamo portato avanti. Proposte chiare, fondate sul recupero e sul riutilizzo del patrimonio esistente, senza ulteriore consumo di suolo, attraverso la valorizzazione degli immobili sequestrati per abusivismo edilizio e acquisiti al patrimonio comunale, insieme ai beni confiscati alla criminalità organizzata.
Questa buona pratica l’abbiamo già promossa e concretamente realizzata. Oggi, però, non dobbiamo fermarci: continuare su questa strada significa garantire dignità, giustizia sociale e diritti concreti alla nostra comunità, dimostrando che un modello di sviluppo pubblico, etico e sostenibile sul patrimonio pubblico non solo è possibile, ma può tradursi in risultati reali per i cittadini.

Nota stampa Sinistra Italiana taliana/ AVS Marano
La Città dei Diritti

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