Europa: Guerriglia urbana, piazze stracolme e trasporti paralizzati stanno travolgendo l’Europa, spingendo in strada milioni di manifestanti.

La mobilitazione di massa, guidata dalla Gen Z, lavoratori e sindacati, contesta duramente l’impennata del carovita, l’emergenza degli affitti e i tagli strutturali al welfare. Ed è degenerata in violenti scontri in molte città, come in quelle italiane. 

Ecco la radiografia delle rivolte negli altri principali Paesi europei:

ITALIA: La protesta contro il carovita, l’emergenza abitativa e le politiche di austerità coinvolge lavoratori, studenti, giovani della Gen Z e organizzazioni sindacali. Nelle principali città, le mobilitazioni si concentrano su salari, costo degli affitti, precarietà e difesa dei servizi pubblici. Cortei e presidi possono provocare disagi alla circolazione e ai trasporti, mentre in alcune manifestazioni si registrano tensioni e scontri con le forze dell’ordine.

Le tensioni più gravi si sono registrate a Milano, dove sabato 17 ottobre gli scontri in piazza Duomo e nelle vie del centro hanno coinvolto gruppi di manifestanti e forze dell’ordine, con lanci di oggetti, incendi e saccheggi di negozi. Disordini sono stati segnalati anche a Torino, Bologna e Bergamo, mentre le autorità hanno proceduto a numerosi fermi. Le proteste, inizialmente legate alle difficoltà economiche e al costo dei carburanti, hanno assunto in diversi casi caratteri violenti, riaccendendo il dibattito sulla crisi sociale e sul diritto di manifestare. 

FRANCIA: La mobilitazione a livello nazionale contro i tagli all’istruzione pubblica e le misure di austerità sta dilagando da giorni in tutto il Paese ed è culminata nello scorso weekend in una vera e propria guerriglia urbana, tra barricate in fiamme e cariche delle forze dell’ordine. Almeno 2.400 i fermi delle ultime ore con i cortei che hanno paralizzato trasporti, saccheggiato negozi e danneggiato gravemente le infrastrutture a Parigi, ma anche a Lione, Marsiglia, Lilla, Bordeaux e Strasburgo.

BELGIO: La morsa dell’inflazione e il drastico aumento del costo della vita stanno accendendo le proteste. A Bruxelles, la polizia ha fatto uso di idranti e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti scesi in piazza contro l’impennata dei beni di prima necessità. A Liegi, gli studenti hanno manifestato per il diritto allo studio e contro il caro-scuola. 

SPAGNA: La rabbia si è concentrata sull’emergenza immobiliare, definita dai manifestanti “un furto legalizzato”. Ed è scattata sulla scia dello sfratto della 87enne Maricarmen. A Madrid e Barcellona, oceaniche manifestazioni indette dai sindacati degli inquilini hanno invaso le vie del centro con l’accampamento a Puerta del Sol rivendicando il blocco immediato degli affitti, lo stop alle speculazioni turistiche e la requisizione delle case vuote dei grandi fondi.

PORTOGALLO: A Lisbona e Porto, migliaia di persone sono scese in piazza contro la perdita del potere d’acquisto, l’aumento del costo della vita e i prezzi proibitivi del mercato immobiliare, ormai diventato totalmente accessibile solo agli investitori stranieri, espellendo i residenti dalle città. Un presidio permanente è stato istituito nella piazza Rossio nella capitale.

   

ALBANIA: Studenti e giovani manifestano in massa a Tirana e altre città dell’Albania contro l’elevato costo degli studi universitari e la mancanza di prospettive occupazionali per le nuove generazioni, invocando le dimissioni del premier Edi Rama.

GERMANIA: A Berlino e altre città, migliaia di manifestanti hanno sfilato nei giorni scorsi per contestare la gestione della transizione energetica, accusata di gravare esclusivamente sui contribuenti e sulla classe media. Proteste anche dagli studenti contro le misure di austerità e una nuova legge che li espone al rischio di un progressivo ripristino della leva forzata.  

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