Francia: La Francia di Kylian Mbappé, una delle nazionali favorite alla vittoria finale degli Europei di calcio, ha fatto il suo esordio nel girone D, lunedì sera, contro l’Austria. Una partita che, al di là dei valori tecnici ed individuali in campo, è stata più tirata e combattuta di quanto ci si potesse aspettare con i blues che sono riusciti a portare a casa i tre punti solamente grazie ad uno sfortunatissimo autogol del difensore del Borussia Mönchengladbach Maximilian Wober a poco meno di dieci minuti dall’intervallo.

A tenere banco prima e dopo la partita, però, sono state le dichiarazioni di alcuni calciatori della nazionale francese in riferimento all’esito delle elezioni europee dello scorso weekend che hanno stravolto gli equilibri politici interni al Paese. Con il Rassemblement National di Marine Le Pen che si è attestato come primo partito in Francia con il 30% dei consensi, il Presidente Emmanuel Macron si è visto costretto ad indire nuove elezioni legislative per il prossimo 30 giugno (secondo turno previsto per il 7 luglio), scatenando le reazioni anche dei calciatori francesi.

L’attaccante dell’Inter, Marcus Thuram – ad esempio – qualche giorno fa in conferenza stampa ha dichiarato che “bisogna andare a votare. Dobbiamo lottare ogni giorno per far sì che non si ripeta e che il Rassemblement National non passi. Spero che tutti i membri della squadra francese condividano la mia opinione. Non ho dubbi su questo. Capisco che alcuni giocatori vengano a dire di andare a votare, ma non credo sia sufficiente. Dobbiamo spiegare come siamo arrivati a questo punto e la gravità della situazione”.

A fargli eco è stato proprio il novello sposo del Real Madrid, nonché stella della nazionale, Kylian Mbappé: “Marcus Thuram ha detto di votare contro l’estrema destra alle elezioni? Sì, sono d’accordo con lui. Sono d’accordo con Marcus. Sappiamo che è un momento cruciale per la storia francese, un evento mai visto prima. Siamo una generazione che può fare la differenza, vediamo che gli estremismi stanno bussando alla porta del potere e abbiamo l’opportunità di plasmare il futuro del nostro Paese. Siamo una generazione che può fare la differenza. Spero di essere ancora fiero di indossare questa maglia il 7 luglio”.

Esternazioni a cui hanno fatto seguito quelle dell’attaccante del PSG, Ousmane Dembélé e quelle dell’attuale ct dell’under 21 francese ed ex stella della Nazionale, Thierry Henry che si è detto fortemente d’accordo con le parole di Mbappé.

Dichiarazioni che, però, se analizzate più in profondità mettono in luce alcune sostanziali differenze di visione tra il calciatore attualmente all’Inter e Mbappé: mentre il primo, infatti, ha puntato direttamente il dito contro l’estrema destra di Le Pen invitando al voto ma soprattutto a mobilitarsi affinché una situazione del genere non si ripresenti più, denunciando – in un certo qual modo – le responsabilità di chi da anni al Governo ha sdoganato e collaborato con l’estrema destra, l’attaccante del Real Madrid ha fatto un discorso più generale contro “gli opposti estremismi” e dunque non solo contro il partito della Le Pen.

Se alla sua dichiarazione aggiungiamo il fatto che è ben noto il legame che intercorre tra il fuoriclasse francese ed il Presidente Macron, che nel 2022, intervenne in prima persona per convincere Mbappé a prolungare il suo contratto con il PSG – a cifre astronomiche – riponendo per qualche anno il suo desiderio di diventare un blancos, possiamo facilmente intuire quale sia l’indicazione di voto data attraverso la sua dichiarazione.

Ancora una volta il calcio – e la selezione nazionale nello specifico – vengono utilizzati per costruire un immaginario utile su di un piano direttamente politico da trasformare, nell’immediato, in consenso elettorale.
Ai francesi e soprattutto alle giovani generazioni il compito di compiere la scelta giusta che – non passa solo attraverso le urne – affinché si possa restituire dignità e diritti a tutti e tutte, specialmente alle fasce popolari, alle seconde e terze generazioni nonché ai migranti finiti da tempo nel mirino tanto di Macron quanto della Le Pen.

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