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L’Art. 9-ter del D.L. N. 96 del 30/06/25 convertito con legge n° 119
dell’8/8/2025, n. 119 recante: «Disposizioni urgenti per
l’organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché
ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport», prevede che, al
fine di assicurare la realizzazione e il completamento delle opere
necessarie e strettamente funzionali allo svolgimento della fase
finale del campionato europeo di calcio “UEFA EURO 2032”, il
Presidente del Consiglio dei ministri emani un Decreto con cui è
nominato un Commissario straordinario quale soggetto responsabile
del processo di indirizzo, coordinamento e attuazione delle attività e
degli interventi relativi alle infrastrutture sportive, con riferimento
anche agli impianti di proprietà pubblica.

Si conoscerebbe anche il nome di questo commissario: Ing.
Massimo Sessa, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici (CSLP) e già commissario per la realizzazione della Base dei
Carabinieri all’ex-CISAM per 190ha a S.Piero a Grado (PI) nel Parco
di MSRM.
I poteri di questo Commissario sarebbero enormi: avrebbe il
compito di assicurare la messa a norma UEFA di almeno 5 stadi da
indicare per gli Europei 2032. Egli può agire a mezzo di ordinanza
anche “in deroga a ogni disposizione di legge, diversa da
quella penale…e dei vincoli inderogabili derivanti
dall’appartenenza all’Unione europea”.

Noi non siamo contrari a che EURO32 si svolga anche in Italia né al
fatto che 5 stadi Italiani siano adeguati alle norme UEFA per poter
ospitare le partite. Siamo invece fermamente contrari a che
l’evento sportivo sia preso a pretesto per ogni sorta di speculazione
edilizia che produca ampliamenti delle capienze con introduzione di
ampie superfici commerciali e/o ricettive in stadi collocati in centro
storico o in mezzo a quartieri residenziali magari nelle vicinanze di
siti di grande richiamo turistico, compromettendo il fragile tessuto
urbanistico consolidato delle città italiane, di grande valore
culturale, monumentale e paesaggistico. Siamo altresì contrari alla
realizzazione di nuovi impianti sempre corredati di quelle
destinazioni economicamente remunerative in aree urbane cosa
che in alcuni casi comporterebbe l’abbandono di stadi che
potrebbero essere messi a norma con poco, con, in aggiunta, la
distruzione di aree di pregio ambientale.
Il tutto magari accelerando e/o saltando le procedure di
valutazione di impatto ambientale, le previsioni urbanistiche e i
processi partecipativi dei cittadini in caso di variante, le stesse
“disposizioni di legge”. Questo ci sembra che nulla abbia a che
vedere con lo sport e che presenti non pochi profili di
incostituzionalità ora che la tutela dell’ambiente, della biodiversità e
degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, è
stato introdotto tra i principi fondamentali (Art. 9) e come limite alla
libertà di iniziativa economica (Art. 41).
Per queste ragioni abbiamo diffidato, per tramite dello studio legale
Veronica Dini di Milano, la Presidenza del Consiglio e il Ministero per
lo Sport e i Giovani affinché non procedano alla nomina del
commissario straordinario.
Chiederemo la sottoscrizione della nostra iniziativa a tutta la
cittadinanza.

Coordinamento Si Al Parco, Si All’ospedale – No Allo Stadio di Roma
Comitato Stadio Pietralata No Grazie di Roma
Comitato promotore Referendum X San Siro di Milano
Comitato No Stadio a San Donato Milanese di Milano
Comitato Tardini Sostenibile di Parma
Comitato civico “Tutela zona stadio di Como” di Como
Associazione ambientalista La Città ecologica A.P.S. di Pisa

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