Italia: Multe più leggere per molte infrazioni, sanzioni più severe per chi mette in pericolo la sicurezza stradale e meno burocrazia per milioni di automobilisti. Cambia il Codice della strada e, con il via libera preliminare del Consiglio dei ministri del 13 ottobre, prende forma una riforma destinata a modificare le abitudini di chi si mette quotidianamente al volante. Tra le novità spiccano un nuovo sistema di calcolo delle multe per eccesso di velocità, l’eliminazione dell’obbligo di portare con sé patente e libretto e il prolungamento della validità della patente per alcune fasce d’età.

Il provvedimento, che dovrà completare l’iter previsto prima di entrare in vigore, punta a ridimensionare le sanzioni per le violazioni meno gravi, introducendo invece misure più pesanti nei confronti dei conducenti responsabili di comportamenti particolarmente pericolosi.

Una delle modifiche più importanti riguarda gli importi delle contravvenzioni. Il nuovo sistema prevede una riduzione di diverse sanzioni, accompagnata dal blocco dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione.

Nel dettaglio, le multe attualmente fissate a 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro verrebbero ridotte a 80 euro. Un alleggerimento che, tuttavia, non riguarderà tutti. Per chi circola senza assicurazione è previsto un divieto di circolazione a tempo indeterminato, mentre aumentano le sanzioni per le condotte considerate più rischiose.

La novità più significativa riguarda proprio gli automobilisti sorpresi a superare i limiti di velocità. La riforma punta a superare il tradizionale sistema delle fasce sanzionatorie, introducendo un meccanismo che lega l’importo della multa ai chilometri orari di superamento del limite consentito.

Secondo lo schema, la sanzione ordinaria sarebbe di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite, ridotta a 5 euro in determinati contesti urbani. Il sistema complessivo delle sanzioni verrebbe inoltre semplificato, passando da 82 a 21 fasce, con importi che possono raggiungere i 40mila euro per le violazioni più gravi.

Nessuno sconto, invece, per chi assume comportamenti particolarmente pericolosi alla guida. Lo schema prevede maggiorazioni del 20% per alcune violazioni commesse sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, mentre l’aumento arriverebbe al 50% nei casi di guida nonostante un divieto, utilizzo di documenti falsi o circolazione con targhe mancanti o contraffatte.

Le sanzioni potrebbero addirittura raddoppiare in situazioni particolarmente gravi, come la guida senza patente, il mancato rispetto dell’alt delle forze dell’ordine o alcune condotte che provocano incidenti con feriti gravi o vittime. Per gli automobilisti in difficoltà economica, inoltre, sarebbe prevista la possibilità di rateizzare le multe superiori a 200 euro, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa.

Un’altra importante novità riguarda i controlli stradali. Gli automobilisti non sarebbero più obbligati a portare con sé ed esibire materialmente la patente e la carta di circolazione. Polizia e carabinieri potranno verificare direttamente le informazioni attraverso le banche dati nazionali, senza richiedere necessariamente la presentazione dei documenti cartacei o della patente digitale sullo smartphone.

Cambiamenti anche sul fronte delle notifiche: i verbali saranno progressivamente digitalizzati e, per le infrazioni accertate senza contestazione immediata, il termine ordinario per la notifica passerà da 90 a 45 giorni.

La riforma interviene anche sulla durata dei documenti di guida. Il rinnovo decennale della patente B verrebbe esteso fino ai 65 anni, rispetto agli attuali 50, riducendo la frequenza delle visite di rinnovo per numerosi automobilisti. Non trova invece spazio nel testo approvato dal governo la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, inizialmente ipotizzata durante la preparazione della riforma. Per gli autisti professionali di camion e autobus, il limite massimo di età per la guida salirebbe invece da 68 a 70 anni, con verifiche periodiche.

Tra gli argomenti al centro dell’attenzione resta anche la possibilità di raggiungere i 150 chilometri orari sulle autostrade a tre corsie. Occorre però precisare che questa possibilità è già contemplata dall’attuale Codice della strada, esclusivamente su tratti dotati di specifiche caratteristiche e sistemi di controllo, previa decisione del gestore e installazione dell’apposita segnaletica.

Non si tratta, quindi, di un aumento generalizzato del limite di velocità su tutte le autostrade italiane. Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada? Il via libera del Consiglio dei ministri rappresenta un passaggio importante, ma le disposizioni non sono ancora operative. Il testo dovrà completare l’iter normativo previsto, compresi i pareri degli organi competenti e i successivi passaggi necessari all’approvazione definitiva. Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, per gli automobilisti continueranno a valere le regole attualmente previste dal Codice della strada.

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