Parigi: La terza squadra di Parigi questo weekend ha ottenuto la promozione in Ligue 2, nonostante la sconfitta casalinga contro il Dijon. I 12 punti di vantaggio sulla terza in classifica, con appena quattro partite da disputare, sono ormai incolmabili, anche per effetto degli scontri diretti e della differenza reti. Così allo “Stade Bauer” di Saint-Ouen, banlieue a nord di Parigi dove sorge l’impianto sportivo che ospita le partite casalinghe del Red Star, è scoppiata la festa!

Il club che, forse, a molti dirà poco o nulla è in realtà uno dei club più importanti della storia calcistica di Francia. Basti pensare che negli anni ‘20 ha vinto ben 4 coppe nazionali e che suo fondatore è stato quel Jules Rimet che per 33 anni è stato presidente della FIFA nonché promotore di quella che oggi conosciamo come Coppa del Mondo ma che fino agli anni ‘70 si chiamava proprio Coppa Rimet.

Ma non solo…

Proprio al Red Star ha giocato, ad inizio ‘900, quella che possiamo considerare la prima stella del calcio francese – parliamo di un’epoca in cui la Francia calcisticamente parlando non era ancora una nazionale al top ma anzi era tra le più scarse d’Europa – Eugène Maës la cui brillante carriera (oltre 100 gol in 4 stagioni) fu interrotta dallo scoppio della prima guerra mondiale…

Ed ancora…

Il Red Star FC, negli ultimi anni, è conosciuto dai più non tanto per i risultati sportivi – è dal 1975 che non gioca un campionato di Ligue 1 – quanto per la sua identità strettamente legata alla Resistenza francese al nazismo e, più in generale, ad una forte vocazione sociale che ha fatto del club di Saint-Ouen un vero e proprio riferimento per le migliaia di migranti che vivono nel distretto della Senna-Saint Denis.

Non stupisce, quindi, che qualche anno fa sia stato lanciato il Red Star Lab, ovvero una rete di laboratori sociali rivolti soprattutto ai giovani del territorio – ma anche alle persone che vivono una condizione di fragilità – attraverso cui avvicinarsi ed imparare discipline diverse, in modo da trovare una propria strada – lavorativa ma soprattutto di vita – anche alternativa al calcio.
“Se il Psg è un blockbuster hollywoodiano, il Red Star è un film indie che potrebbe essere diretto da Ken Loach o Michel Gondry. Noi vogliamo utilizzare il calcio per inviare un messaggio: vogliamo formare dei buoni cittadini. E per riuscirci dobbiamo lavorare sul fisico e nutrire le loro menti”, dichiarava David Bellion, direttore creativo del Red Star FC ed ex attaccante del club nonché di Manchester United, West Ham e Bordeaux, in occasione della presentazione del progetto.

Per prendere in prestito uno slogan di una delle società di calcio più conosciute e vincenti al mondo potremmo dire che il Red Star FC è mes que un club.

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