Torna in concorso al 77/o festival di Cannes Paolo Sorrentino.

Sarà in gara con Parthenope, scritto e diretto dal premio Oscar de La Grande Bellezza e racconta il lungo viaggio della vita di Parthenope, dal 1950, quando nasce, fino a oggi.

La nuova grande bellezza, la gioventù spensierata e i dolori, ancora Napoli e la meraviglia della sua mescolanza, la società alta e bassa che convivono e il mare che abbraccia tutto. C’è attesa per il nuovo film di Paolo Sorrentino, Parthenope, unico titolo italiano in gara per la Palma d’oro di Cannes. Non era certo una sorpresa l’annuncio del film nel cartellone del 77/o festival (14-25 maggio) con il delegato generale Thierry Fremaux a elencare orgoglioso i grandi registi che si vedranno sulla Croisette (oggi era tutto un ‘bentornato’) da Coppola a Schrader, passando per Audiard, Abbasi, Cronenberg, Carax, a Sorrentino appunto. C’era da capire se sarebbe stato l’unico e solo oppure con altri (dopo lo choc per il mancato Garrone a Cannes 2023 poteva accadere di tutto).
In un festival che è davvero una vetrina mondiale, con tanta Asia, l’Italia si gioca una sola carta ma è un asso. Gary Oldman e poi Celeste Dalla Porta, Isabella Ferrari, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Stefania Sandrelli sono i protagonisti del viaggio della vita di Parthenope, dal 1950, un’epica del femminile senza eroismi, ma abitata dalla passione inesorabile per la libertà, per Napoli e gli imprevedibili volti dell’amore. “I veri, gli inutili e quelli indicibili, che ti condannano al dolore. E poi ti fanno ricominciare. La perfetta estate di Capri, da ragazzi, avvolta nella spensieratezza. E l’agguato della fine. Le giovinezze hanno questo in comune: la brevità. E poi tutti gli altri, i napoletani, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, disillusi e vitali, le loro derive malinconiche, le ironie tragiche, gli occhi un po’ avviliti, le impazienze. E lì in fondo, vicina e lontana, questa città indefinibile, Napoli, che ammalia, incanta, urla, ride e poi sa farti male”, ha detto Sorrentino. Girato tra Napoli e Capri, è una co-produzione Italia-Francia è un film Fremantle prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, il designer Anthony Vaccarello per Saint Laurent, Paolo Sorrentino per Numero 10 e Ardavan Safaee per Pathé. Cannes e Sorrentino hanno una lunga relazione di ben sei film, tra cui La Grande Bellezza che poi vinse l’Oscar. Il regista torna sulla Croisette a nove anni da Youth, il film con Michael Caine e Harvey Keitel (2015). Nel 2008 era stato premiato alla giuria con Il Divo, ritratto grottesco di Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo.
In Un Certain Regard c’è ‘l’americano’ Roberto Minervini in concorso. “Dopo molti film nati in quello spazio ibrido che è il ‘documentario di creazione’, The Damned rappresenta per me una sfida nuova: un film di finzione, storico, in costume, senza sacrificare il realismo, l’immediatezza e l’intimità dei miei lavori precedenti”, ha detto il regista di Fermo, al terzo Cannes dopo Louisiana (Un Certain Regard, 2015) e Stop the Pounding Heart (Fuori concorso, 2013). Ambientato durante la guerra di Secessione, coproduzione tra Italia, Usa e Belgio, il film è prodotto da Paolo Benzi per Okta Film, Denise Ping Lee e Roberto Minervini per Pulpa Film, Paolo Del Brocco per Rai Cinema. Ed evoca l’Italia certamente Marcello Mio, film omaggio al grande Mastroianni nell’anno del centenario della nascita che porta in concorso Christophe Honoré sovrapponendo la storia vera e l’idea di fantasia di una figlia – Chiara Mastroianni – che abita suo padre Marcello fino a somigliarle e a trasformarsi in lui. Un gioco di specchi che comprende Catherine Deneuve, dama di Francia ed ex moglie del mito della Dolce Vita e grandi attori francesi come Fabrice Luchini e Melvil Poupaud.
L’Italia è anche quella delle produzioni internazionali: in Marcello Mio c’è in coproduzione Bibi Film e Lucky Red con Rai Cinema, mentre Limonov, il nuovo film del dissidente russo in esilio Kirill Serebrennikov, ispirato al bestseller di Emmanuel Carrère (Adelphi) con Ben Whishaw nei panni di Limonov e Viktoria Miroshnichenko in quelli di sua moglie Elena, è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, con altri partner e sarà distribuito da Vision. Rai Cinema è in Marcello Mio e in The Damned di Minervini. La giuria del concorso, a parte la presidente americana Greta Gerwig, non è ancora stata annunciata e chissà non ci siano nomi italiani, come pure in altri eventi di una edizione già super ricca (Demi Moore, Richard Gere, Kevin Costner, Selena Gomez, Emma Stone, Cate Blanchett, Daniel Auteuil regista tra i nomi attesi sulla Montee des Marches).

 

fonte: ansa.it

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