Cortina: Un vigilante di 55 anni è morto mentre svolgeva un servizio di vigilanza notturna in un cantiere delle olimpiadi di Milano
Cortina, a Cortina d’Ampezzo. La tragedia nella notte dell’ 8 gennaio. La famiglia della vittima ha sporto denuncia, l’autorità giudiziaria ha già disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia per accertare le cause del decesso e le circostanze in cui questo è avvenuto.
Il lavoratore era impegnato in un turno notturno, all’aperto, in condizioni climatiche particolarmente rigide.
Il lavoratore era impegnato in un turno notturno, all’aperto, in condizioni climatiche particolarmente rigide.
Sull ‘ argomento è intervenuto il Presidente della Associazione nazionale Guardie Giurate dott Giuseppe ALVITI security manager e apprezzato Formatore professionale sulla sicurezza sussidiaria e complementare che ha sottolineato come la macelleria sociale della vigilanza privata deve cessare ed è pronto a scendere in piazza per uno sciopero generale della categoria e bloccare l Italia onde sensibilizzare le autorità competenti a riformare e formare nuove situazioni di lavoro a misura di uomo per tutti i lavoratori
l’espressione “macelleria sociale” è ampiamente utilizzata da Giuseppe Alviti, sindacalista e presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate (ANGPG).
Alviti utilizza questo termine per denunciare le condizioni di lavoro critiche nel settore della vigilanza privata, con particolare riferimento a:
Sfruttamento lavorativo: Alviti descrive come “macelleria sociale” i ritmi di lavoro estenuanti e i bassi salari che, a suo dire, riducono i lavoratori in uno stato di quasi schiavitù.
Insicurezza e violenza: Il termine è spesso associato alle aggressioni subite dalle guardie giurate durante il servizio (come i recenti episodi di gennaio 2026 nelle stazioni EAV o durante assalti a portavalori), evidenziando la mancanza di tutele adeguate.
Appalti al massimo ribasso: Denuncia costantemente che la logica del risparmio economico da parte degli enti pubblici e privati ricada sulla pelle dei lavoratori, definendo questa dinamica una forma di macelleria sociale.
Nel corso del 2025 e dell’inizio del 2026, Alviti ha intensificato queste denunce presso varie Procure d’Italia per chiedere maggiori controlli sulla legalità e sulla dignità del lavoro delle guardie giurate.
Nota stampa
