Vista dall’alto, piazza Cristoforo Colombo sembra una patch di tessuto scozzese in una trama di palazzi pallidi e strade grigie.
O una griglia fotografica per comporre scatti equilibrati rispettando la regola dei terzi. Quelle strisce rosso mattone su sfondo polvere non confondono i carabinieri della sezione operativa di Pozzuoli. Sono in quello spiazzo ma i due pusher posizionati in uno dei rettangoli di quella griglia non lo sanno.
Di giovani ce ne sono tanti, quasi tutti seduti su un muretto basso. E poi clienti di qualche bar, cani randagi, qualche piccione e bagnanti occasionali di ritorno dalla spiaggia lontana poche decine di metri.
A ronzare attorno a loro Mario Riccio, 21 anni compiuti qualche giorno fa, puteolano.
I militari lo osservano da una posizione privilegiata, monitorano i suoi movimenti anche se rapidi e discreti.
Documentano diversi scambi droga-denaro, segnalano alle pattuglie i clienti con le dosi appena acquistate poi decidono di intervenire. Riccio capisce tutto, fugge, corre verso la spiaggia e lancia in mare le dosi rimaste invendute.
Non sarà sufficiente ad evitare le manette.
Poco lontano, i carabinieri troveranno anche la base logistica dove le droga viene confezionata.
A presidiare quel casolare abbandonato e la restante parte di cocaina da smerciare il fratello di Riccio, Gennaro. Più giovane di quasi due anni, anche lui già noto alle forze dell’ordine.
Risponderà di detenzione di droga a fini di spaccio, Mario invece di spaccio.
Sono stati entrambi trasferiti al carcere di Poggioreale, in attesa di giudizio. Sotto sequestro 12 grammi di cocaina, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

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