Marano: Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per un paese oscuro assai che la diritta via di Chiaiano aveo smarrito..
Nello buio pesto,s’ intravedeva una strada con buchi grandi e profondi che lo formaggio gruviera ricordava,tanto rotta da impedir il cammino,e ogni tanto da una polla,acqua perigliosa sorgea…lo Maestro Virgilio lesto giro’ lo capo e tosto mi chiese : “o Dante e che posto dell’inferno e mai questo??chiederotti a qualche viandante,se esiste in questa buia via”,guardai in giro non c’era anima viva…ma dal buio compari’ all’improvviso un povero omino,strano assai,in mano portava un secchio e nell’altra un cero per rischiarare lo suo cammino. Stupito chiesi: “o messere che posto è mai questo oscuro e in tal abbandono e che farotti tu agghindato in tal misura?”
L’omino con un solco lungo il viso (licenza poetica)…mi rispose: “cerco l’acqua che mancherotti da giorni,da mesi,e questo contado s’ appella Marano o sommo”, “oh,esclamai è perché non si vede lo popolo protestare?,” “Ehhh..rispose lui, sommessamente,qui di pagar le utenze non c’è usanza e quindi si subisce e si schiatta dinta a’ panza(2 licenza poetica) a pagar sono solo pochi fessi,ed io lo fui…ma visto la situazione co’….(qui opportunamente la censura intervenne onde evitar ulterior problemi non graditi)che pagherotti ancora…cosa dire ancora o sommo,vuolsi così qua’ dove si puote quel che si vuole e più non dimandare” …e mentre lui continuò lo suo mesto e solitario cammino…sentii lo eccelso Virgilio,bestemmiar a gran voce, tutti li Santi,uno ad uno senza mancarne niuno…”O Maestro cosa è successo?” “Inciampai,rispose, nello buio pesto in uno di codesti crateri nella via,ma che girone dell’ inferno è mai è codesto,fai attenzione assai o mio pupillo…e ricorda immantinente questo sito lo appelleremo girone degli assetati ignavi” e continuò il suo cammino barcollando.
Spaventato,cercavo di camminar,con attenzione,fra un buco e l’altro in tensione…ma poi alzerotti all’improvviso lo sguardo e più lo sommo Virgilio non vedotti all’ orizzonte e nella mente mia rinnovai la paura…allor gridai lesto”O sommo ove tu sei? Non lascerommi solo in questo inospitale contado”,dal fondo della via buia s’udi la voce dello Maestro:”scappa o poeta mio,prima che qui ci rimettiam le ossa,e nel mentre correa,gridava nell’aere greve:”pentitevi o marranesi nati non foste per viver come bruti”….

Bene,grazie per avermi pubblicato,ma da oggi pomeriggio (h 14) manca ancora l’acqua… è abberrante,vergognoso….