Napoli: Un nuovo modello di formazione, pensato per accompagnare il cambiamento del lavoro pubblico e del welfare.

Con questo obiettivo è stato inaugurato questa mattina, in via Medina 61, a Napoli, il Centro di Formazione Regionale dell’Inps. I corsi saranno rivolti ai dipendenti dell’Istituto della Direzione regionale e della Direzione di Coordinamento metropolitano di Napoli.

Per l’Inps investire nella formazione è oggi ritenuto imprescindibile, anche alla luce delle crescenti richieste di prestazioni, delle continue novità normative e procedurali e del sempre più diffuso utilizzo dell’intelligenza artificiale.

“A Napoli prende avvio un nuovo modello di formazione, non più passiva ma propositiva e concreta, utile all’inserimento stabile e al futuro dei nostri ragazzi e alla riqualificazione degli over 55 in funzione dei nuovi modelli di lavoro”, ha spiegato il presidente dell’Inps, Gaetano Fava.
    Le due aule principali del centro sono state intitolate a Melania Rea, vittima di femminicidio, e a Luana D’Orazio, morta a 22 anni sul lavoro.

“Nel corso di un confronto con i rappresentanti del personale è emersa la volontà di dedicare le due aule a Melania Rea e a Luana D’Orazio – ha chiarito il direttore regionale dell’Inps, Vincenzo Tedesco -. Ho accolto con favore queste proposte, che testimoniano l’impegno dell’Istituto non solo nell’erogazione delle prestazioni e nella riscossione dei contributi, ma anche come pubblica amministrazione attiva nella diffusione della cultura del diritto”.

Secondo Tedesco, “Napoli potrebbe diventare anche un polo interregionale per l’Inps”. Sul tema della denatalità, il direttore ha inoltre sottolineato che “in Campania il problema si è manifestato più tardi rispetto ad altre regioni ed è ancora meno accentuato, ma è comunque presente, soprattutto nelle aree interne”.

“Il tema – ha aggiunto – riguarda l’equilibrio tra l’erogazione delle prestazioni e la riscossione dei contributi: con meno lavoratori, nel lungo periodo potrebbero emergere criticità. La soluzione è l’aumento del livello occupazionale, che in Campania resta ancora basso”. 

L'Altra Notizia

You cannot copy content of this page