In politica il confronto, anche quando è acceso, dovrebbe avere un limite invalicabile: il rispetto.
Chi ricopre un incarico amministrativo dovrebbe ricordare che, dal momento in cui viene eletto, rappresenta l’intera Comunità e non soltanto coloro che hanno condiviso le sue idee o sostenuto la sua candidatura e poi elezioni.
Per questo le critiche non dovrebbero essere considerate un’offesa personale, così come le opinioni diverse non dovrebbero essere trattate come un fastidio da eliminare.
Amministrare significa anche saper ascoltare. Significa confrontarsi con chi la pensa diversamente, rispondere alle domande dei cittadini e accettare che, in una democrazia, non tutti possano essere d’accordo con le decisioni prese.
Anche sui social sarebbe auspicabile mantenere quel senso della misura che dovrebbe accompagnare ogni ruolo pubblico. La comunicazione istituzionale non dovrebbe trasformarsi in una gara a chi risponde più duramente, né il dissenso dovrebbe diventare motivo di contrapposizione personale.
C’è una frase che racchiude bene il senso del confronto democratico: “Non la penso come te, ma farò di tutto perché tu possa esprimere le tue idee.”
È questo, in fondo, il principio che dovrebbe guidare ogni amministratore: non pretendere che tutti la pensino allo stesso modo, ma garantire a tutti la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero nel limite del rispetto e dell’educazione.
E vale anche un altro principio, altrettanto importante: la coerenza.
Non si può chiedere agli altri ciò che non si è disposti a fare in prima persona. Le regole, il rispetto e la disponibilità al confronto devono valere per tutti, soprattutto per chi ha scelto di assumersi una responsabilità pubblica.
La vera autorevolezza non nasce dal tono delle risposte, dal numero di consensi sui social o dalla capacità di prevalere in una discussione.
Nasce dalla capacità di ascoltare anche chi critica, di rispettare chi dissente e, quando necessario, di riconoscere che un’idea diversa dalla propria non è necessariamente un’idea sbagliata.
Perché essere amministratori significa amministrare tutti. E rispettare tutti dovrebbe essere il primo dovere di chi amministra.

