La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica in cui le vittime di sequestri, rapimenti o abusi sviluppano un legame emotivo, simpatia o sentimenti positivi verso i propri carnefici. È un meccanismo inconscio di sopravvivenza in cui la vittima, sotto forte stress, si allea con l’aggressore per ridurre il rischio di violenza.
Le Caratteristiche principali ed i maggiori sintomi possono essere:
Quando la vittima prova empatia, fiducia o affetto verso il rapitore.
Quando la vittima tende a difendere il sequestratore e a opporsi alle forze dell’ordine.
Quando la vittima minimizza gli atti criminali subiti.
La Sindrome di Stoccolma non è riconosciuta come patologia psichiatrica nei manuali diagnostici ufficiali, ma tra le altre cose è associata anche a relazioni disfunzionali.
In politica la Sindrome di Stoccolma descrive metaforicamente la tendenza di attori politici, istituzioni o elettori a sviluppare empatia, dipendenza o lealtà verso avversari che agiscono contro i loro interessi
È un meccanismo di adattamento a una situazione di debolezza, dove la vittima idealizza l’aggressore.
In sostanza, il termine evidenzia un paradosso relazionale in cui la parte debole perde la capacità di reazione critica, arrivando a sostenere chi la limita.
