Marano: Un aggiornamento sulla vicenda delle mamme e dell’asilo nido comunale.
Dopo la vergognosa gestione dell’appuntamento di giovedì, annullato all’improvviso dai commissari e poi, successivamente, riconvocato con appena dieci minuti di preavviso a mamme che lavorano e che proprio per questo hanno bisogno dell’asilo nido, ho ritenuto doveroso denunciare pubblicamente non solo l’appuntamento saltato, ma anche le modalità con cui tutta la vicenda è stata gestita.
Quando le mamme avevano chiesto quando avrebbero potuto incontrare nuovamente i commissari, non era stata data alcuna risposta sui tempi. Nessuna indicazione, nessuna certezza.
Poi, dopo la mia denuncia pubblica, il giorno seguente, le mamme sono state riconvocate. E, guarda caso, l’appuntamento è stato fissato per martedì mattina.
Ma le famiglie, giustamente, non ci stanno.
Avevano già dovuto organizzarsi, chiedere permessi dal lavoro e sostenere difficoltà organizzative per partecipare agli appuntamenti precedentemente fissati e poi saltati. Non è accettabile che siano sempre le famiglie a dover pagare il prezzo di una gestione così poco attenta.
E alcune mamme, con la caparbietà di chi non si arrende e vuole semplicemente risposte, sono andate comunque al Comune, riuscendo a incontrare la responsabile di settore.
Dal confronto è emerso un elemento importante: le soluzioni e le alternative possibili esistono.
Tra queste c’è innanzitutto la possibilità di verificare lo scorrimento della graduatoria. Proprio nella giornata di ieri, in occasione dell’Open Day, si sarebbe dovuto verificare quante famiglie abbiano eventualmente rinunciato al posto assegnato. In base alle rinunce, sarebbe quindi possibile procedere con lo scorrimento della graduatoria e dare la possibilità ad altre famiglie di accedere al servizio.
È una possibilità concreta che va verificata fino in fondo, prima di arrivare ad altre soluzioni.
Tra le ipotesi sul tavolo ci sono anche i voucher ma che prima di parlarne pubblicamente l’ipotesi doveva essere accolta dai Commissari.
Ma questa soluzione non convince le famiglie, e il motivo è molto semplice: non si tratta soltanto di una questione economica.
Le famiglie chiedono soprattutto di garantire ai loro bambini continuità territoriale ed educativa: gli stessi spazi, lo stesso ambiente, gli stessi riferimenti e, per quanto possibile, la continuità di un percorso educativo che per bambini così piccoli è fondamentale.
Un voucher può rappresentare un sostegno economico, ma non necessariamente risolve il problema che le famiglie stanno ponendo.
E resta poi un problema di fondo che non può essere ignorato: le comunicazioni istituzionali continuano a non essere accessibili a tutti i cittadini, a partire dal sito istituzionale.
Le famiglie devono poter essere informate in modo chiaro, tempestivo e trasparente. Non può essere necessario rincorrere le informazioni, chiedere spiegazioni, presentarsi personalmente negli uffici o, peggio ancora, arrivare a una denuncia pubblica per ottenere una nuova convocazione.
Per questo, come già annunciato, nelle prossime ore invieremo una lettera alla Prefettura e all’ANAC, affinché venga fatta chiarezza sulle modalità con cui sono gestite le comunicazioni istituzionali.
Non stiamo chiedendo favori.
Stiamo chiedendo trasparenza ed equità.
Resto in contatto costante con i Servizi Sociali e con le famiglie, continuando a seguire da vicino la situazione e a lavorare affinché si possa arrivare al più presto a una soluzione concreta, condivisa e rispettosa delle esigenze dei bambini.
Perché dietro ogni appuntamento annullato, ogni comunicazione mancata e ogni decisione rimandata ci sono famiglie che lavorano, bambini che hanno bisogno di continuità e cittadini che meritano di essere ascoltati.
Proprio su questo continueremo a tenere alta l’attenzione.
Così Stefania Fanelli sui propri canali social

