Marano: Dalla confisca alla restituzione alla collettività. È questa la sfida al centro della tavola rotonda che si è svolta lunedì 12 ottobre, presso la Casa dei Diritti, in via Roma 5, a Marano di Napoli. Un incontro dedicato al futuro dei beni confiscati alla criminalità organizzata e agli ostacoli che ancora ne impediscono il pieno riutilizzo sociale.

Al confronto hanno partecipato rappresentanti della politica, delle istituzioni e dell’associazionismo impegnati sul fronte della legalità: Stefania Fanelli, segretaria cittadina di Sinistra Italiana; il senatore Luigi Nave, componente della Commissione parlamentare Antimafia; Mariano Di Palma, dell’Ufficio di Presidenza nazionale di Libera; Domenico Marrazzo, consigliere della Città Metropolitana di Napoli, e Tonino Scala, scrittore e segretario regionale di Sinistra Italiana Campania.

Assente il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, impegnato a Bruxelles, che ha comunque inviato un messaggio di vicinanza e sostegno a Stefania Fanelli e al suo progetto politico per Marano.

Secondo i dati contenuti nel documento relativo all’acquisto delle quote del consorzio Agrorinasce, sono 308 i beni confiscati riconducibili al patrimonio attuale e ai nuovi immobili in arrivo. Di questi, 199 sono già amministrati dal Comune di Marano, mentre altri 109 sono ancora in gestione all’Agenzia nazionale e saranno proposti per l’assegnazione.

Il dato più significativo riguarda però l’utilizzo effettivo: soltanto 51 dei 199 beni già trasferiti al Comune risultano concretamente utilizzati. Un patrimonio importante, quindi, che deve fare i conti con immobili da ristrutturare, abusi edilizi, problemi nelle consegne e una carenza di personale tecnico in grado di seguire le procedure.

Una situazione destinata a diventare ancora più complessa con l’arrivo dei nuovi immobili: 73 unità abitative, 20 terreni agricoli ed edificabili, 13 unità commerciali e industriali e due strutture destinate ad alloggio o a usi collettivi.

Servono programmazione, finanziamenti, competenze e scelte politiche capaci di superare gli ostacoli amministrativi e gestionali.

L’obiettivo è restituire alla città spazi di aggregazione, servizi e nuove opportunità di sviluppo sociale ed economico, trasformando un patrimonio sottratto alla criminalità in uno strumento concreto di legalità e riscatto.

La tavola rotonda ha offerto un’occasione di confronto sulle criticità e sulle possibili soluzioni.

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