Marano: Ogni temporale intenso riporta alla luce problemi che a Marano conosciamo da anni: criticità della rete fognaria, caditoie da manutenere, canali e alvei che richiedono attenzione e opere infrastrutturali ancora da completare.
Non è una questione che riguarda soltanto l’emergenza. È una questione di programmazione e prevenzione. Intanto, a livello nazionale, è entrata in vigore la nuova disciplina dell’articolo 40 della legge n. 182 del 2025, che modifica le procedure per il permesso di costruire anche per immobili soggetti a determinati vincoli. Ma prima di semplificare, bisogna chiedersi: quanto stiamo facendo per mettere in sicurezza ciò che è già costruito?
TORRE CARACCIOLO: CHE FINE HA FATTO IL PROGETTO?
Nel Piano triennale delle opere pubbliche, approvato prima della gestione commissariale, l'”Impianto fognario Torre Caracciolo” era programmato con l’obiettivo di affidare l’appalto entro il IV trimestre 2025, tramite la CUC/Agenzia Nolana.
Che fine ha fatto il progetto condiviso con il Comune di Quarto? Se l’affidamento era previsto entro il IV trimestre 2025, i cittadini hanno diritto di sapere cosa è accaduto a quel cronoprogramma.
VIA CORREE DI SOTTO: UN’OPERA CHE NON PUÒ SCOMPARIRE
L’intervento per la rete fognaria era stato inserito nella programmazione delle opere pubbliche prima dello scioglimento, con 600mila euro e poi con 320mila euro nell’elenco annuale 2025. Nel nuovo Piano delle opere pubbliche, pubblicato con la delibera dei Commissari straordinari, l’opera scompare dall’elenco annuale. E questo mentre il problema degli scarichi nella zona è noto da anni.
Per la progettazione erano stati richiesti finanziamenti alla Cassa Depositi e Prestiti, risultati autorizzati secondo gli atti in nostro possesso. Quel percorso è stato poi azzerato.
Perché? Chi ha assunto questa decisione, e con quale atto? Sono domande a cui i cittadini hanno diritto di ricevere risposte precise e documentate.
CADITOIE, FOSSA DEL CARMINE E ALVEO DEI CAMALDOLI
C’è poi la manutenzione ordinaria. Se le caditoie sono otturate, il primo anello del sistema non funziona. Se la rete fognaria è incompleta, il problema si sposta a valle. Se il reticolo naturale è compromesso da rifiuti e scarichi, anche l’ultimo anello è sotto pressione.
Sulle caditoie, la pulizia rientra tra i compiti che la ditta incaricata del servizio rifiuti deve svolgere. Per questo chiediamo ai Commissari di verificare che venga effettuata con regolarità, soprattutto in vista delle piogge, e di applicare le penali previste se il servizio non viene reso.
La Fossa del Carmine, canale minore collegato all’Alveo dei Camaldoli, è nata per convogliare le acque piovane e oggi deve fare i conti con liquami, scarichi e rifiuti. Il problema ambientale si lega a quello idraulico: un canale per le acque piovane non può diventare il recapito di una rete fognaria incompleta e di scarichi mai eliminati.
Queste non sono battaglie di oggi. Le portiamo avanti da anni con atti, esposti, sopralluoghi e video-denunce, chiamando in causa Amministrazioni e Commissioni Straordinarie. Abbiamo segnalato problemi, indicato soluzioni, chiesto interventi. E invece di vedere risolte quelle criticità, oggi dobbiamo denunciare anche il peggioramento della programmazione di opere fondamentali.
PRIMA LA SICUREZZA
Mentre c’è chi spera in nuove possibilità edificatorie, a Marano ci sono territori che aspettano ancora fogne e infrastrutture fondamentali. Non possiamo chiedere ai cittadini di convivere con allagamenti, fogne incomplete e alvei da risanare e, insieme, aumentare il carico urbanistico.
Per noi questo significa completare le opere fognarie, manutenzionare le caditoie, verificare gli scarichi, risanare i canali e realizzare le opere già programmate.
Il PUC deve essere uno strumento di governo del territorio, con attenzione alla sicurezza idraulica, alla tutela ambientale, al blocco del nuovo consumo di suolo e al blocco delle lottizzazioni edilizie. Per questo un PUC che blocca le lottizzazioni andrebbe sostenuto e, se serve, migliorato, ma non affossato.
PRIMA LA SICUREZZA.
Perché la prevenzione non si fa durante il temporale. Si fa prima.
Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

