Marano: Questa città merita un’operazione di verità e di trasparenza. Chi fa politica ha il dovere di avere il coraggio della verità. Io spesso pago il prezzo del fatto che mi espongo e dico sempre ciò che penso, ma continuo a credere che la politica serva proprio a questo: a dire le cose come stanno, anche quando è scomodo.

Una gara podistica organizzata dalle parrocchie è una bellissima iniziativa. Concreta, popolare, capace di unire le persone. Le parrocchie su questo territorio svolgono da anni un lavoro straordinario di aggregazione sociale: tengono insieme le persone, creano occasioni di incontro, fanno sentire tanti cittadini parte di una comunità.
Noi stessi, con lo Sportello Sociale, spesso lavoriamo in rete con le parrocchie del territorio. Conosciamo bene il valore del loro impegno quotidiano: l’ascolto delle fragilità, il sostegno alle famiglie in difficoltà, la capacità di costruire legami dove troppo spesso lo Stato arriva tardi o non arriva affatto. È un lavoro silenzioso ma fondamentale per la tenuta sociale di questa città.

Ed è per questo che gli organizzatori vanno semplicemente ringraziati per lo straordinario evento che hanno costruito. Detto questo, però, ci sono alcuni dettagli che gridano verità. Al di là delle mie opinioni sugli errori commessi dall’ex sindaco ,errori e scelte politiche che hanno offerto il fianco ad accendere un faro sempre più grande sulla città , credo che Marano meriti la verità in relazione allo scioglimento .Quegli errori non li ho mai nascosti. Non facevo parte di quella maggioranza e non ho condiviso quelle scelte. Mi sono battuta pubblicamente contro decisioni che ritenevo sbagliate e non mi sono mai tirata indietro nel denunciarle.

A dimostrarlo c’è un fatto molto semplice: sono stata a io e non altri a predisporre una mozione di sfiducia contro un assessore palesemente incapace. L’unica a prendere posizioni su fatti scomodi. Questo significa fare opposizione vera, non a parole ma con atti politici concreti. Ho sempre però anteposto l’interesse dei cittadini alle bandiere di partito e alle medaglie personali. Per questo, quando ho visto atti e decisioni nell’interesse della città e dei suoi bisogni e soprattutto azioni che rappresentavano uno schiaffo alla camorra non ho avuto alcuna difficoltà a sostenerle. Io so fare politica in un solo modo: con onestà e trasparenza.

Ed è proprio per una questione di trasparenza e di verità, che questa città merita, che stiamo organizzando come partito una grande iniziativa pubblica con lo scrittore Isaia Sales, che ha dato la sua disponibilità e con alcuni rappresentanti di Avviso Pubblico( Associazione Regioni ed enti locali contro le mafie)dedicata a una riflessione seria sulla legge sullo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose.

Ma veniamo a oggi. Veniamo a ciò su cui credo sia necessario accendere un grande riflettore.
Da tempo osservo e analizzo determine, delibere e iniziative della Commissione Straordinaria che governa Marano di Napoli. E quello che vedo mi lascia francamente senza parole. Non per indignazione, ma per la sfacciataggine di una evidente doppia morale. Gli stessi elementi che venivano indicati come segnali di malaffare sotto un’amministrazione politica ,il patrocinio a una gara podistica, il coinvolgimento dei commercianti come sponsor, gli affidamenti diretti prima della certificazione antimafia, e tanto altro oggi vengono raccontati come atti normali, legittimi, persino meritevoli quando a compierli è la Commissione Straordinaria. Dagli stessi organi di stampa. Con le stesse persone. Con le stesse identiche procedure amministrative. E c’è di più. In alcuni casi la Commissione è andata anche oltre. Penso alle procedure negoziate al posto delle gare aperte. Se lo avesse fatto un’amministrazione politica si sarebbe gridato allo scandalo, si sarebbero scritti fiumi di articoli, si sarebbero invocate responsabilità politiche e morali. E invece oggi tutto tace. La Commissione, inoltre, non ha affatto cambiato rotta su alcune questioni sollevate nella relazione: penso anche alla conferma di alcune figure amministrative apicali citate in quel documento, o ad affidamenti diretti prima della certificazione antimafia.

Non c’è stata una rottura con il passato. In molti casi si è semplicemente proseguito lungo lo stesso solco a partire dal PUC. E allora la domanda è semplice, e pretende una risposta altrettanto semplice e onesta. Prima si mentiva?

Si sono strumentalizzati atti amministrativi del tutto ordinari per colpire politicamente un’amministrazione? La Commissione Straordinaria ha letto la stessa relazione di accesso che è stata utilizzata per sciogliere il Comune?
Oppure siamo di fronte a una narrazione costruita a tavolino nel tempo, precipitata nel momento in cui è stato adottato il Piano Urbanistico Comunale che bloccava le zone di espansione?

Sia chiaro: io sono convinta che la Commissione abbia fatto benissimo a patrocinare questo evento sportivo. La socialità e l’aggregazione sono linfa vitale per una comunità. E fece bene, allo stesso modo, anche l’amministrazione politica uscente quando sostenne iniziative di questo tipo. Il punto non è l’evento. Non è il PUC. Non sono gli affidamenti. Il punto è un altro: chi decide, di volta in volta, cosa è lecito e cosa diventa improvvisamente scandaloso a seconda di chi governa.

A Marano si può fare politica vera solo se si ha il coraggio di dire le stesse cose sempre, indipendentemente da chi siede al Palazzo. La democrazia non si difende a corrente alternata. Si difende sempre. Con le unghie e con i denti. Contro ogni manipolazione e contro chi continua a riscrivere la storia di questa città a proprio uso e consumo. Io continuerò a guardare, a studiare gli atti e a parlare. Perché la camorra si combatte seriamente . Si combatte nelle scelte amministrative, negli atti pubblici, in ciò che si vota in Consiglio comunale. Non negli slogan e nemmeno nelle etichette facili.

La camorra è una cosa seria. Molto seria.
E per combatterla davvero serve discernimento, come ricorda spesso Don Luigi Ciotti. Perché quando si comincia a chiamare tutti mafiosi, senza misura e senza responsabilità, i mafiosi veri sono i primi a ringraziare.

Oggi la vera sfida è costruire le condizioni perché Marano non debba mai più essere sciolta.
Ma questo obiettivo non si raggiunge con la propaganda, né con le narrazioni costruite a tavolino. Si raggiunge solo con la verità. Con il coraggio di analizzare fino in fondo ciò che è accaduto e con la determinazione di impedire che uno strumento straordinario come lo scioglimento dei comuni venga piegato a un uso politico.
Perché lo scioglimento di un Comune non è un trofeo da esibire. È una ferita nella democrazia di una comunità. E Marano non ha bisogno di ferite raccontate male o usate contro qualcuno.
Marano ha bisogno di verità, di giustizia e di una politica finalmente all’altezza della sua dignità.
E io continuerò a dirlo. Sempre. Anche quando non conviene. Ho molto altro da aggiungere ma sarà un racconto a puntate che non ho nessuna intenzione di terminare.

Nota stampa Stefania Fanelli Sinistra Italiana

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