Marano: L’acqua è di tutti: pubblica a Napoli e in tutti i comuni della città metropolitana.
Nell’area nord di Napoli si sta davvero privatizzando l’acqua. Qualcuno se ne sta accorgendo?
La vicenda di ABC inevitabilmente non riguarda solo la città di Napoli ed è per questo che noi sosteniamo le ragioni del Comitato Acqua Pubblica Napoli e le ragioni del Comitato Acqua Pubblica Area Nord Flegrea di cui siamo parte integrante da sempre.
Noi come forza politica, nel 2012, dalla creazione di ABC, organizzammo un convegno proprio con l’ex assessore Alberto Lucarelli nell’aula consiliare di Marano, come Sinistra Ecologia e Libertà, perché chiedevamo che ABC fosse estesa a tutti i comuni, anche ai comuni a nord di Napoli.
Poi nel 2015, dopo la riforma Delrio, quando è nata la Città Metropolitana, il Sindaco di Napoli divenne anche il sindaco della Città Metropolitana e ai sensi dell’articolo 37 dello Statuto della Città Metropolitana, i servizi idrici vanno gestiti su scala metropolitana. De Magistris fece perdere una grande occasione: era il sindaco della Città Metropolitana, non solo il sindaco di Napoli.
Se De Magistris avesse fatto quella scelta, non si sarebbe più potuta operare la scissione dei distretti Napoli e Napoli Nord e noi non avremmo corso il rischio , come di fatto sta avvenendo ,di affidare la gestione del servizio idrico ad una SpA mista. A noi, nell’area nord di Napoli, il Consiglio di distretto aveva dapprima deliberato una forma di gestione a totale capitale pubblico, per poi successivamente deliberare una forma di gestione mista . Intanto nei consigli comunali stanno già deliberando le quote di adesione alla società mista, con l’entrata reale dei privati nella gestione dell’acqua. Nell’area nord di Napoli si sta davvero privatizzando l’acqua. E privatizzazione significa una cosa sola: l’acqua gestita dai privati non dai Comuni, dai privati.
Ora è in corso una discussione su Napoli in merito alla proroga dell’affidamento. I comitati chiedono, come lo abbiamo chiesto anche noi e come lo ha chiesto il nostro consigliere comunale, una proroga dell’affidamento trentennale ad ABC , Azienda Speciale. Sembrerebbe però ,e diciamo sembrerebbe perché l’amministrazione di Napoli, nonostante gli impegni assunti , non ha mai incontrato i comitati , che le motivazioni della trasformazione da Azienda Speciale ad Spa a totale capitale pubblico risiedano nel fatto che, ai sensi del decreto legislativo 201 del 2022, sia vietato affidare la gestione dei servizi in rete ad aziende speciali ma solo dal SPA . Si vorrebbe quindi trasformare ABC in una SpA a totale capitale pubblico per l’affidamento trentennale, blindando così ABC: una volta affidato il servizio trentennale, non si potrebbe trasformare in società mista né farebbero ingresso i privati, pena la decadenza dell’affidamento.
Il punto però è un altro. Il parere del Prof. Lucarelli dice l’esatto contrario: sarebbe assolutamente possibile sostenere l’ affidamento trentennale all’azienda speciale. Perché allora non c’è un confronto reale tra l’amministrazione e i comitati? Perché si leggono tante strumentalizzazioni, tanti slogan, mentre a noi preoccupa il destino di una risorsa vitale come l’acqua , la sua gestione pubblica, il destino dei lavoratori di ABC e soprattutto la volontà popolare.
A questo si aggiunge un altro aspetto. I comitati dell’Acqua Pubblica Area Nord e Flegrea hanno inoltrato una richiesta di incontro all’Assessora Regionale all’ambiente Claudio Pecoraro, una richiesta che il nostro consigliere regionale Rosario Andreozzi sta sostenendo e sollecitando con forza, affinché si apra un confronto reale. Quello che i comitati chiedono e noi siamo al loro fianco è la riunificazione dei distretti Napoli e Napoli Nord attraverso una delibera di giunta regionale e l’estensione di ABC ai comuni a nord di Napoli bloccando i processi di privatizzazione . Ecco perché il destino di ABC non riguarda solo la città di Napoli e non si può discutere solo in quest’ottica. Non si può parlare con gli slogan. Abbiamo il dovere di approfondire, di fare una grande battaglia e soprattutto l’amministrazione deve confrontarsi. Cosa aspetta? Questo famoso tavolo tecnico, quando arriva? Tutti devono confrontarsi, tutti devono avere la reale volontà di farlo. Tutti, nessuno escluso.
La gestione pubblica dell’ acqua deve essere per tutti anche fuori dal proprio giardino.
Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

