Quanto sta accadendo nella gestione dei rifiuti a Marano non è una sorpresa, ma la conferma di un disastro annunciato. Lo avevo denunciato con chiarezza sin dall’aggiudicazione della gara, nell’agosto 2025, da parte della Centrale di Committenza segnalando l’insostenibilità di un ribasso del 9%, ulteriormente aggravato dalla successiva cessione del ramo d’azienda. Una scelta sbagliata, che ha sacrificato la qualità del servizio e i diritti dei lavoratori sull’altare del massimo ribasso.
Quelle preoccupazioni non erano frutto di pregiudizi ideologici, ma di analisi concrete: erano state sollevate nelle sedute della Commissione Ambiente e formalmente messe nero su bianco dallo stesso Assessore all’Ambiente, che aveva trasmesso una dettagliata nota alla Segretaria comunale chiedendo un confronto con i Commissari ma anche in questo caso ha prevalso la sordità istituzionale, l’arroganza del pregiudizio che non ascolta chi denuncia.
Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il servizio di igiene urbana è gravemente carente: spazzamento insufficiente, strade sporche, residui dei festeggiamenti di Capodanno rimasti per settimane. È stato più volte segnalato che l’unica spazzatrice disponibile, nonostante quanto sancito dal piano industriale approvato in Consiglio Comunale è in forza al Comune di Calvizzano: un dato che da solo smaschera l’inadeguatezza del servizio rispetto ai bisogni reali del territorio.
Era ed è indispensabile un sopralluogo immediato al cantiere per verificare:
la totale inadeguatezza degli automezzi rispetto alle necessità del servizio;
le condizioni di sicurezza, l’uso dei dispositivi di protezione e l’organizzazione del lavoro.
Nulla di tutto questo è stato fatto nonostante i tavoli di incontro.
Nel frattempo nelle ultime settimane l’ attenzione mediatica ha preferito alimentare una vergognosa guerra tra poveri, mettendo lavoratori contro lavoratori, criminalizzando chi ha avuto il coraggio di alzare la testa e rivendicare i propri diritti. I Commissari hanno ignorato le richieste di incontro avanzate dalle organizzazioni sindacali, che denunciavano gravi preoccupazioni ed anomalie nel passaggio di cantiere e condizioni di lavoro inaccettabili.
Ricordo che i lavoratori avevano proclamato lo stato di agitazione, sospeso il 4 novembre su richiesta degli stessi Commissari, che avevano rassicurato su continuità occupazionale e pagamento delle spettanze economiche, sia da parte dell’azienda entrante sia di quella uscente, quest’ultima riconducibile all’Agenzia nazionale dei beni confiscati come gli stessi Commissari avevano sottolineato.
A quelle rassicurazioni, però, non sono seguiti i fatti.
Perché la Commissione straordinaria non è intervenuta presso l’Agenzia per garantire i diritti dei lavoratori? Perché chi governa ha preferito il silenzio all’ ascolto e al confronto?
Noi di Sinistra Italiana lo diciamo con forza e da sempre : le ragioni dei lavoratori sono le ragioni dei cittadini. Non esiste un servizio pubblico efficiente se è costruito sullo sfruttamento sull’insicurezza e sui salari negati. A tutt’ oggi ai lavoratori da parte della Green Line non è stato ancora corrisposto
le ultime spettanze (Ratei di 14^ – Ferie residue – Permessi Residui – Versamento a Previambiente) e soprattutto il TFR. Marano Ambiente SRL. non ha corrisposto ai dipendenti il salario del mese di Dicembre mettendo in ginocchio i lavoratori e le loro famiglie in questo momento drammatico di carovita.
Difendere i lavoratori significa difendere la dignità della città e il diritto collettivo a servizi pubblici degni di questo nome.
Sono mesi che denunciamo tutto questo, insieme ai sindacati, con atti scritti e prese di posizione pubbliche ma il pregiudizio ha prevalso sull’ascolto, sulla trasparenza e sulla giustizia sociale e oggi ne pagano il prezzo i lavoratori e i cittadini.
Stefania Fanelli coordinatrice Sinistra Italiana Marano
