Marano: Le opere pubbliche della città
Una città in attesa: promesse a perdere
Dieci anni di attesa per i loculi. Strade che cadono a pezzi. Cantieri che si aprono, si fermano, spariscono. A Marano le opere pubbliche sono diventate una promessa, e di promesse i cittadini ne hanno sentite troppe. Chi amministra dopo uno scioglimento ha un dovere in più: essere trasparente, restituire fiducia ai cittadini e ricucire un rapporto che si è interrotto tra istituzioni e cittadini. Con la massima trasparenza e con la verità.
Loculi: dieci anni di attesa e nessuna risposta
Il 17 febbraio abbiamo incontrato la commissione straordinaria, nella persona del commissario Michele Albertini, che prospettò lo sblocco dell’intera operazione entro un paio di mesi. Da allora, silenzio. La PEC del 9 aprile è rimasta senza risposta. La PEC del 4 giugno è rimasta senza risposta. Il 1° luglio è stata approvata la convenzione, e quindi la questione burocratica con l’Agenzia dei Beni Confiscati è risolta. Il 10 settembre sono andata in Comune con l’avvocato Mario Albano, per conto del Comitato Popolare consegna loculi, e abbiamo incontrato la segretaria comunale. Ci disse che andava terminato il progetto elettrico per le lampade votive e si impegnò a riconvocarci oppure a far arrivare all’avvocato una risposta scritta. Non è arrivata né l’una né l’altra. Dopo tutte queste settimane quel progetto dovrebbe essere terminato e consegnato: i Commissari lo confermino. Ora la burocrazia non è più una scusa. Servono le date: quando sarà consegnata l’opera e quando i cittadini saranno chiamati per la terza rata e per la firma del contratto. Aspettano da oltre dieci anni. Non chiediamo un favore: chiediamo tempi certi. E chiediamo che due PEC non restino mai più senza risposta, perché rispondere ai cittadini è il minimo.
Strade: i soldi ci sono, i lavori no
I lavori dovevano iniziare a fine maggio. La gara è stata aggiudicata per circa 1,26 milioni di euro più IVA, poi una modifica del progetto, un accordo con l’Enel, e oggi i lavori ancora non sono iniziati. Intanto circa 500mila euro di economie di gara rischiano di tornare alla Regione, sottratti a una città che ha strade al limite della decenza. Sarebbe uno schiaffo a Marano: restituire soldi che servono a chi ogni giorno rischia l’auto, la moto, la sicurezza. E quella somma è comunque del tutto irrisoria rispetto alle necessità della nostra città. Si trovino ulteriori fondi, subito. Gestire una città significa cercare risorse, non lasciarle scappare.
Piazza Libera: il cantiere fantasma
I lavori in Piazza Libera (via Giordano Bruno) erano partiti, poi si sono fermati, e a oggi non risultano conclusi. Un cantiere aperto e abbandonato è un danno che i cittadini vedono ogni giorno. Chiediamo il cronoprogramma: cosa è stato fatto, cosa resta da fare, e quando.
Villa del Ciaurro: lavori finiti, e adesso?
I lavori sono completati. Cosa manca ancora? Un luogo restituito alla città deve essere vissuto dai cittadini, non solo inaugurato sulla carta.
Il silenzio non è una risposta
Ai Commissari chiediamo risposte opera per opera, e tempi certi. Non per polemica: queste opere sono della città, e la città ha il diritto di sapere. Noi continueremo a chiederlo finché le risposte non arriveranno.
Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano
