Piano Urbanistico Comunale di Marano: preoccupazioni, riflessioni e il nostro contributo.
Un Piano Urbanistico Comunale con il blocco delle zone di completamento e quindi senza nuovo consumo di suolo a chi fa fastidio?

Abbiamo ascoltato con attenzione l’intervista rilasciata dal Prefetto Cardellicchio a L’ Altra Notizia e Calvizzanoweb e abbiamo diverse riflessioni da condividere, concentrandoci in particolare sul Piano Urbanistico Comunale.
Apprezziamo che sia stata posta la domanda sul PUC e siamo pienamente d’accordo con il Prefetto Cardillicchio: qualora questo piano dovesse decadere, sarebbe una vera iattura per la città.
Vale la pena ricordare che questo PUC, come peraltro prevede la legge, è stato un piano davvero partecipato: numerose assemblee pubbliche, il coinvolgimento dei cittadini, delle forze politiche e delle organizzazioni sociali. Un percorso lungo e serio, a cui noi abbiamo dato un contributo concreto. Come Sinistra Italiana Marano e La Città dei Diritti abbiamo partecipato attivamente a quelle assemblee e inviato i nostri contributi per costruire una visione condivisa della città. Molte delle nostre proposte sono state recepite: il blocco totale al nuovo consumo di suolo; il Parco Urbano Integrato del
bosco della Salandra-Foragnano, comprendente il Parco Agricolo Diffuso dei Vigneti che sancisce ufficialmente Marano come città di produzione vitivinicola; la riqualificazione del centro storico e dell’area collinare con i suoi tre poli storici; la rigenerazione del tessuto sociale ed edilizio attraverso il recupero dell’esistente. Con l’adozione del PUC in giunta sono scattate le clausole di salvaguardia, grazie alle quali le grandi imprese “colacemento” sono state messe alla porta. Un risultato che il nostro circolo perseguiva da tempo, convinto che il PUC rappresentasse un’urgenza non più rimandabile per ridisegnare il volto della città e ridurre le disuguaglianze.


Restano però punti aperti su cui intendiamo continuare a vigilare in modo organizzato e certosino. I circa 260 alloggi previsti non devono includere vani oggetto di condono, e gli interventi di abbattimento e ricostruzione non devono trasformarsi in operazioni speculative: il malaffare non può uscire dalla porta e rientrare dalla finestra. È inoltre necessario realizzare in parallelo il Piano Urbano di Mobilità e Traffico e il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, strumenti propedeutici a una città davvero inclusiva e alla pari. Ci siamo confrontati anche con il movimento Rigenera Campania, di cui Sinistra Italiana è parte integrante, perché i PUC sono strumento essenziale per arginare gli effetti della crisi climatica.


Ciò che oggi non riusciamo a comprendere è come mai, a tutt’oggi, non sia stata ancora inviata la VAS e il piano agli enti sovracomunali competenti (in questo caso la Città Metropolitana), affinché poi si possa arrivare all’approvazione definitiva con i poteri di Consiglio Comunale attributi alla Commissione Straordinaria. Ricordiamo che con i poteri di Giunta, attraverso la delibera n. 29 del 9 dicembre, è stata approvata l’adozione del PUC, a seguito del completamento dell’istruttoria sulle deduzioni, alcune delle sono state accolte, la maggior parte invece respinte. Il percorso era quindi già avviato e stava proseguendo, e non si capisce perché ci sia questo blocco.
Siamo fortemente preoccupati, perché sappiamo bene cosa accade quando decadono le clausole di salvaguardia: si accendono nuovi appetiti speculatori sulla città. Pensiamo ad esempio a molti suoli di proprietà di prestanome di palazzinari legati ai clan, e temiamo che questa situazione di stallo possa aprire spazi pericolosi.
A questo si aggiunge un’ulteriore ombra: i Carabinieri hanno acquisito i fascicoli riguardanti il PUC. Non pretendiamo di conoscere i dettagli di un’indagine in corso, ma quello che chiediamo è almeno di sapere su quale filone investigativo si stia lavorando. C’è troppa opacità su questo, troppe risposte evasive. Ci vengono raccontati particolari frammentati, ma sul PUC, che è una questione di interesse pubblico primario, non si dice nulla di sostanziale.
Temiamo che ci sia la volontà di affossare questo strumento urbanistico, così come è accaduto qualche anno fa a Volla, dove si è poi costruito in modo indiscriminato senza che mai nessun magistrato indagasse su quanto avvenuto.
Non vogliamo che Marano faccia la stessa fine. Il Piano Urbanistico Comunale può essere il vero strumento per coniugare giustizia sociale e giustizia ambientale, ma solo con la partecipazione continua della cittadinanza e una vigilanza costante. Chiediamo chiarezza, chiediamo che il percorso del PUC venga sbloccato senza ulteriori ritardi, e chiediamo che su questa vicenda si faccia luce: i cittadini di Marano hanno il diritto di sapere chi vuole affossare il loro piano urbanistico e perché.


Stefania Fanelli, Coordinatrice
Circolo Sinistra Italiana Marano.
Attiviste ed Attivisti Sinistra Italiana Marano

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