Mugnano: Sebbene il patrono ufficiale della città sia il martire San Biagio, la ricorrenza religiosa e civile più sentita dai quasi 35.000 abitanti di Mugnano di Napoli è senza dubbio la festa del Sacro Cuore di Gesù. Una devozione viscerale che, contrariamente alle indicazioni del calendario liturgico (che colloca la memoria a giugno), si rinnova solennemente ogni anno la terza domenica di ottobre, animando il territorio con circa dieci giorni di intensi festeggiamenti.

Le radici di questa profonda tradizione risalgono al 1873, quando don Vincenzo Orlando ottenne i permessi per fondare il Ritiro dei Sacratissimi Cuori, acquistando locali e giardini in precedenza appartenuti al principe di Canosa, Fabrizio Capece Minutolo. Il vero impulso allo sviluppo del culto cittadino si deve però alla fondatrice Madre Maria Pia Brando: utilizzando un’eredità personale, ampliò il complesso (l’attuale Santuario del Sacro Cuore) e commissionò la realizzazione della celebre statua che ancora oggi sfila per le strade cittadine.

Attorno a questa effigie è nata una suggestiva leggenda devozionale che le ha conferito il suo storico e affettuoso appellativo popolare. Originariamente, la statua del Sacro Cuore era stata posta all’interno di una teca di vetro e calzava dei sandali. La tradizione narra che, durante una notte, Suor Maria Pia fu svegliata da un forte rumore e, scesa in chiesa, trovò il vetro della teca rotto. Dopo averlo fatto riparare, l’episodio si ripeté a distanza di qualche giorno: i vetri erano nuovamente in frantumi, ma questa volta i sandali di Gesù si trovavano a terra. La suora interpretò il fenomeno come il chiaro desiderio del Sacro Cuore di stare scalzo, a più stretto contatto con la sua gente. Maria Pia decise così di non far riparare più il vetro e, da quel momento, la statua fu ribattezzata dai mugnanesi lo “scauzone” (lo scalzo). Ad arricchire il folklore locale vi è anche il cosiddetto “miracolo della nicchia”: si racconta che la statua, inizialmente troppo alta per essere collocata nel suo alloggiamento, si sia miracolosamente “abbassata” per permetterne il posizionamento.

Il momento clou dei festeggiamenti si tocca la domenica mattina. A partire dalle ore 07:00, dopo la solenne concelebrazione eucaristica in piazza, la statua del Sacro Cuore, impreziosita da un maestoso manto d’oro, esce dal santuario per un lungo pellegrinaggio. La processione attraversa ininterrottamente le vie del paese, spingendosi a toccare anche i comuni limitrofi di Melito e Calvizzano, per poi fare ritorno a tarda sera.

Attorno al fervore religioso si sviluppa un ricco calendario di eventi civili. I festeggiamenti tradizionali includono l’accensione delle luminarie artistiche, l’allestimento di bancarelle, spettacoli di cabaret e concerti di musica leggera e napoletana (che negli anni hanno visto esibirsi artisti del calibro di Rosario Miraggio). A chiudere le celebrazioni, la consueta gara pirotecnica, oggi talvolta affiancata o sostituita da show visivi innovativi, come i moderni spettacoli con i droni luminosi.

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