La revoca dell’incarico al vicesindaco Bove e all’assessore Migliaccio, a pochi mesi dalle elezioni comunali, non rappresenta un semplice rimpasto amministrativo, ma il segnale evidente di un progetto politico che ha esaurito ogni credibilità. Il tempo degli alibi é finito.

«Non basta nascondersi dietro nuovi equilibri politici – dichiara il consigliere comunale Nello Romagnuolo – perché la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti. È mancata una visione comune nel lungo periodo, la gestione della cosa pubblica è stata fallimentare e la trasparenza troppo spesso assente».

L’operazione politica che aveva unito la maggioranza del primo mandato Sarnataro con l’ex opposizione si è rivelata, nei fatti, un fallimento su più fronti. Eppure nessuno sembra volerlo ammettere.

«Qualcuno pensa di risolvere tutto riproponendo gli stessi interpreti e le stesse modalità per le prossime comunali, cambiando solo il nome del candidato sindaco e i simboli sulle schede. Ma parlare di programmi senza cambiare le persone e le logiche significa prendere in giro i cittadini».

Romagnuolo interviene anche sul dibattito relativo alla costruzione di un “campo largo” in vista delle elezioni: «Un’alternativa di centro-sinistra sul modello nazionale non può trasformarsi in un’ammucchiata elettorale. Senza una discontinuità netta col passato, rischia di essere solo l’ennesima occasione persa per allontanare la politica dagli interessi privati e riportarla al servizio della città».

Secondo il consigliere di Periferia Attiva, il moltiplicarsi delle liste non rappresenta di per sé un segnale positivo: «Non saranno le 10 o 12 liste di cui parlano oggi i giornali a fare la differenza. Molte confluiranno in soggetti civici, ma le persone e le logiche dei “pacchetti di voti” resteranno le stesse».

Un passaggio netto riguarda il primo partito cittadino: «Al Partito Democratico servirebbe un bagno di umiltà e un serio esame di coscienza. Non si può promettere “zero consumo di suolo” e poi ritrovarsi con Mugnano tra i comuni con la maggiore densità abitativa in Italia, sostenendo che non si può fare nulla. La credibilità si misura sui fatti».

Periferia Attiva conferma la propria collocazione all’opposizione, ma senza chiusure pregiudiziali: «Noi restiamo coerentemente dove siamo. Tuttavia, se dovesse arrivare una reale presa di coscienza e una volontà concreta di cambiare rotta, saremmo disponibili all’ascolto».

La condizione, però, è chiara: «Discontinuità significa anche allontanare chi ha fallito e chi cambia casacca con troppa facilità. Serve un progetto serio, fondato su un programma chiaro, su una selezione rigorosa dei candidati e su una coalizione snella, composta da poche liste realmente radicate sul territorio».

«Senza discontinuità e senza un’assunzione di responsabilità politica – conclude Romagnuolo – non c’è futuro credibile. E a pagarne il prezzo non saranno i partiti, ma Mugnano e i suoi cittadini».

COMUNICATO STAMPA
Nello Romagnuolo, Consigliere Comunale di Mugnano di Napoli – Periferia Attiva / Sinistra Italiana

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