Napoli: “Era, è e sarà Quadrivio” a Secondigliano.
È il nuovo progetto del Comune di Napoli per trasformare un luogo di memoria in spazio pubblico.
Il progetto architettonico è stato presentato nella sala conferenze “Gaetano Felice Romano” del Centro Sandro Pertini, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, della vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto e di esponenti dell’associazione “Familiari vittime della tragedia di Secondigliano”.
A trent’anni dalla tragica voragine, che il 23 gennaio 1996 causò la morte di 11 persone, il Comune di Napoli investe 745 mila euro di risorse proprie per un progetto che intende trasformare un luogo abbandonato in uno spazio sociale.
Dopo una primissima fase di pulizia, il progetto è stato affidato agli architetti dello studio romano “Orizzontale”.
Partito a ottobre, il lavoro è stato orientato attorno a quattro temi principali: costruire la piazza, conservare la memoria, definire i confini e curare le relazioni.
Il progetto prevede la realizzazione di una piazza attrezzata per manifestazioni di uso pubblico; un giardino con la piantumazione di 24 alberi, di cui 11 adornati con quello che è stato definito il “cerchio della memoria”, in riferimento alle vittime della tragedia; un campetto da basket e un’area playground per attività ludico-sportive. Obiettivo dell’intervento è anche quello di ricucire il tessuto urbano tra corso Secondigliano e le “Case Celesti”, attraverso confini permeabili che rendano lo spazio accessibile e sicuro.
Importante è stato il coinvolgimento delle comunità, anche attraverso laboratori con i bambini come “Tracce d’Abitare” e “Nuovo Cinema Quadrivio”.
Per il sindaco Gaetano Manfredi, che ricorda bene il giorno della tragedia, «prima della fine di questa consiliatura questo luogo sarà terminato. Il progetto è finanziato con risorse del bilancio comunale: un grande sacrificio per un Comune con poche risorse, ma era il segnale che per noi si trattava di una cosa importante». Il primo cittadino definisce l’intervento come un’occasione di recupero e di restituzione alla collettività di un’area abbandonata all’incuria, ma che rappresenta «un luogo simbolico che porta con sé il ricordo di una tragedia e il forte impatto emotivo sui residenti».
Lieto parla di un’occasione per elaborare collettivamente il lutto: «Qui non siamo sulla voragine del bar California, ma sulle voragini delle Case Celesti – spiega Lieto -. Gli interventi di rigenerazione si fanno guardando ai bisogni dei cittadini e alle loro necessità».
