Chiudere la mensa ferroviaria di Napoli Centrale è una scelta grave e miope che colpisce il lavoro, cancella un servizio pubblico essenziale e impoverisce ulteriormente la città.
Parliamo di una mensa attiva dagli anni Sessanta, che ogni giorno garantisce oltre 300 pasti a prezzi accessibili a ferrovieri, lavoratrici e lavoratori, studenti e pendolari. Un presidio sociale autentico, dentro uno spazio pubblico, nel cuore di Piazza Garibaldi. Una chiusura arrivata senza confronto, senza trasparenza e senza alcuna tutela per chi in quella mensa lavora da anni.
Dodici persone rischiano di perdere il posto di lavoro. Ancora una volta si sacrifica l’occupazione e si smantella un servizio per lasciare spazio a operazioni che rispondono solo alla logica del profitto. Le stazioni, come tanti altri luoghi della città, vengono ridotte a centri commerciali, luoghi di consumo, cancellando la loro funzione sociale e collettiva.
Non è accettabile pensare agli spazi comuni e alle città esclusivamente come occasioni di rendita e guadagno, senza mai guardare alle esigenze concrete delle lavoratrici e dei lavoratori, di chi quei luoghi li vive ogni giorno. Una città giusta mette al centro le persone, non i margini di profitto.
Napoli ha già pagato un prezzo altissimo a queste politiche: precarietà, disuguaglianze, marginalità crescente. Ogni servizio pubblico che chiude è un pezzo di comunità che si perde. Ogni posto di lavoro sacrificato è una ferita sociale che riguarda tutte e tutti.
Come Sinistra Italiana diciamo con chiarezza che questa chiusura va fermata. Servono risposte immediate, un confronto con sindacati e lavoratori, la tutela dell’occupazione e il riconoscimento del valore sociale della mensa ferroviaria.
La nostra posizione è netta: difendere il lavoro, difendere i servizi pubblici, difendere gli spazi comuni dalla privatizzazione selvaggia. Napoli deve stare dalla parte di chi lavora e vive la città, non di chi la sfrutta per fare cassa.

Stefano Ioffredo – Segretario Provinciale Sinistra Italiana

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