Italia: Il campo largo è ancora largo o è diventato un campo minato?
Il campo è largo, lo resta e crescerà. C’è un’alleanza tra Avs, Pd e M5S costruita su una larghissima convergenza. È la destra a non dare risposte: no al salario minimo, all’aggancio degli stipendi all’inflazione, nega perfino la crisi climatica. Per questo ci allargheremo.
Significa accogliere anche Renzi?
Dal centro aspettiamo almeno un indirizzo a cui recapitare un invito. Nessun veto: non ne abbiamo mai messi. Semmai in passato è capitato che altri provassero a metterne su di noi, e non è andata bene.
Quindi nessun veto?
La mia cultura politica mi insegna a non mettere veti. Ma costruire un’alternativa a questa destra significa mettere in campo una proposta chiaramente riconoscibile. Siamo pronti a discutere con tutti, ma allargare non vuol dire annacquare.
Chi è più adatto a sfidare Meloni? Esclude un nome da Avs?
Non escludo che Avs esprima una sua proposta: è la terza forza, senza cui l’alleanza non è immaginabile. Tra Schlein e Conte non scelgo, entrambi autorevoli. E se dovessi dire chi può guidare meglio, direi un esponente di Avs, perché abbiamo le proposte più adeguate. Ma le primarie non possono ridursi a una competizione tra partiti.
Non è troppo tardi per una figura leader?
Non è tardi, ma meglio chiudere presto. Altrimenti si rallenta la costruzione dell’alternativa, e il programma non si scrive al chiuso di una stanza. Serve responsabilità: non siamo a una corsa podistica. Chi arriva primo non può contare più dell’obiettivo di vincere.
Ha preso le distanze dal “metodo Conte” ma non dal merito. Lascia a lui il costo dello scontro col Pd?
Abbiamo sempre tenuto la stessa linea sulle armi a Kiev. Sono stato a lungo l’unico parlamentare a votare contro l’invio, anche quando M5S votava a favore. Aiutare l’Ucraina non è alimentare la guerra, ma costruire le condizioni per la pace. Dell’iniziativa diplomatica europea si sono perse le tracce.
Se Putin aprisse un fronte in Europa, sarebbe contrario a rafforzare Kiev?
Pacifismo e difesa delle democrazie viaggiano insieme. La minaccia di Putin oggi non è militare, ma ibrida: piattaforme digitali e sostegno all’ultradestra. È amico di Afd, Salvini, Vannacci, Le Pen, forze che vogliono far saltare l’Europa. Sì alla difesa comune europea, anche all’esercito europeo. Ma no al piano di riarmo di von der Leyen, che arma le singole nazioni.
Su Cisgiordania, Israele…
Il governo italiano si comporta in modo vergognoso. Israele va trattato come uno Stato paria: l’Italia riconosca subito lo Stato palestinese e rompa l’accordo di associazione Ue-Israele. Servono sanzioni. Sull’Iran, il regime teocratico è odioso, ma la guerra di Trump e Netanyahu resta illegale.
Vi siete astenuti. Gaia Tortora vi ha definiti pavidi. Errore politico?
Errore no. Ho rispetto del dolore delle persone e non faccio polemica con Gaia Tortora. Ma il suo giudizio è sbagliato: in quel voto non c’è la volontà di sminuire la vicenda di Enzo Tortora. Una Giornata voluta da questa destra è solo l’ennesima campagna di delegittimazione della magistratura.
Teme più Vannacci o Meloni?
Temo tutto ciò che fa regredire la cultura e i diritti di un Paese. L’ultradestra di Vannacci investe sulle paure e sulla solitudine sociale, senza offrire risposte. A sinistra non c’è un equivalente: nessuno esprime posizioni omofobe o xenofobe. E comunque comunismo e fascismo non sono paragonabili in alcun modo.
Cosa siete disposti a sacrificare pur di battere Meloni?
Siamo pronti a discutere tutte le nostre proposte. Sui super ricchi siamo l’unica forza a proporre esplicitamente una tassa: chi ha patrimoni oltre 5 milioni può dare di più senza finire in povertà. Depositeremo una legge e ci misureremo con tutto il campo progressista.
Sulla legge elettorale…
La destra fa una forzatura inaudita per introdurre il premierato dopo il fallimento della riforma costituzionale. Se saremo obbligati, il nome andrà scelto subito. Ma siamo contro presidenzialismo e premierato. Chi vince ha la responsabilità di guidare facendosi carico delle mediazioni.
Che giudizio dà della giunta Proietti? Rischiate di vincere ma perdere consenso?
Si vince con la responsabilità di scelte coraggiose, che possono avere contraccolpi. Lo so per aver governato in Puglia: i primi anni sono i più difficili. Le rilevazioni non mi preoccupano: la giunta Proietti sta lavorando bene, a partire dal nostro assessore Avs Fabio Barcaioli. La qualità dei governi si misura solo quando si torna alle urne.
Dai canali social di Nicola Fratoianni
