In una riflessione rivolta ai vertici regionali del Partito Democratico, il giornalista ed europarlamentare Sandro Ruotolo affronta i temi della politica, della criminalità organizzata, della questione morale e della selezione della classe dirigente.
«La cronaca – afferma Ruotolo – ci propone due fatti solo apparentemente distinti. Da una parte la sparatoria nel cuore del centro storico di Napoli, tra i baretti di via San Sebastiano, con un giovane ferito per errore. Dall’altra la crisi politica di San Giuseppe Vesuviano, esplosa dopo la diffusione di un video che mostra esponenti politici a una festa con i figli di presunti camorristi. In realtà questi episodi raccontano la stessa storia. La camorra non è soltanto quella che spara. È anche quella che cerca relazioni, consenso, legittimazione sociale e politica. È la stessa organizzazione criminale che controlla il territorio con le armi e, contemporaneamente, prova a condizionare la vita pubblica attraverso rapporti, parentele, vicinanze e complicità», dichiara l’esponente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
«Sarebbe un errore – prosegue Ruotolo – affrontare separatamente l’emergenza sicurezza e la questione morale nella politica. Quando in una città si spara in pieno centro e quando, in un’altra, la politica è costretta a fare i conti con immagini che la avvicinano agli ambienti della criminalità organizzata, siamo davanti allo stesso problema: il controllo del territorio da parte delle mafie. Serve una risposta altrettanto unitaria: più investigazioni, più controllo del territorio, più uomini e mezzi per le forze dell’ordine.
Ma serve anche una politica capace di selezionare con rigore la propria classe dirigente, di costruire consenso nella trasparenza e di interrompere ogni ambiguità con ambienti criminali. La legalità non può essere invocata soltanto dopo una sparatoria o uno scandalo. Deve diventare il criterio con cui si governa ogni giorno. Perché la lotta alla camorra si combatte nelle strade, ma anche nelle istituzioni. Ed è proprio dalla qualità della politica che passa una parte decisiva della sicurezza dei cittadini. Se la politica abbassa la guardia, la criminalità organizzata trova spazio. Se invece la politica esercita fino in fondo la propria responsabilità, lo Stato diventa più forte».
Ruotolo conclude indicando «il filo che unisce Napoli, San Giuseppe Vesuviano, Mugnano, Ercolano, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e tutti i territori dove la criminalità organizzata prova a sostituirsi allo Stato». Una sfida che, secondo l’europarlamentare, richiede «una strategia permanente fondata su due pilastri inseparabili: sicurezza e qualità della democrazia. Solo così si spezza davvero il potere delle mafie».
Come redazione de L’Altra Notizia accogliamo con interesse il fatto che il tema della questione morale, della trasparenza e della qualità della classe dirigente sia al centro del dibattito politico nazionale e delle riflessioni di Sandro Ruotolo. Sono argomenti che il nostro giornale segue da tempo attraverso un lavoro di approfondimento giornalistico, nella convinzione che un’informazione rigorosa, fondata sui fatti e sull’interesse pubblico, rappresenti un contributo essenziale alla crescita della cultura della legalità e al rafforzamento delle istituzioni. Di buona informazione e di buona politica c’è sempre bisogno.

