Roma: “Ora siamo pronti a governare l’Italia”. Dopo il risultato delle regionali (il campo largo vince in Puglia e Campania, la maggioranza tiene il Veneto), Elly Schlein guarda alla partita per Palazzo Chigi. Lo ha ribadito oggi, in una conferenza stampa allestita nella sede del Pd a Roma. “Il governo è contendibile – ha ribadito Schlein –. Abbiamo detto che i conti si fanno alla fine e i conti dimostrano che la partita verso le elezioni politiche del 2027 è apertissima’”. Centrodestra e centrosinistra al momento si equivalgono, dice. “Se noi andiamo a sommare i voti in tutte le regioni che son andate alle urne quest’anno siamo pari”.
Schlein rivendica il risultato del Pd: “In Campaniasiamo al 18%, crescendo di un punto e mezzo e ortando a casa 10 consiglieri”. In Puglia, ha aggiunto, “arriviamo al 26%, quasi nove punti percentuali in più rispetto alla scorsa volta, e stacchiamo di 10 punti il partito della presidente del Consiglio”. Ma – sottolinea – ha premiato “la linea unitaria”.
Prima di parlare di un congresso del Pd, la segretaria dem vuole “concentrare sul consolidamento della coalizione”, che ha portato al successo elettorale in due delle tre regioni al voto lo scorso weekend con l’obiettivo di scalzare Giorgia Meloni da Chigi. “Non partiamo da zero perché la coalizione progressista ha già presentato insieme delle pdl in Parlamento e 16 emendamenti alla manovra. Dobbiamo lavorare esattamente su questo per nutrire questo sforzo programmatico: facciamo questo lavoro non chiusi nelle stanze ma nel Paese”. A chi le fa notare le divergenze con il Movimento 5 Stelle sulla guerra in Ucraina, Schlein replica che “occorrerà discutere, ma il Pd con la sua forza porterà le sue posizioni nel confronto. Sulla politica estera ci sono stati anche incontri molto importanti, come quello sul Medio Oriente. Ci sono i presupposti per discutere nel merito”.
Questione aperta nel campo largo è quella della leadership. Rispondendo a una domanda in merito, la segretaria dem si dice disponibile a valutare tutte le strade. “O si fa come fa la destra: è candidato chi guida il partito che prende più voti. O ci sono altre modalità, ho già detto che sono disponibile alle primarie, a correre alle primarie”.
Il voto di ieri è un voto sul governo Meloni? “Ho sempre detto che ogni regione e città fanno storia a sé. Non sono appassionata nel dare un significato nazionale alle elezioni locali. Ma sono arrivati ministri su ministri a promettere soldi. L’hanno politicizzata loro, non noi”. In ogni caso sì, ieri “c’è stata una sconfitta di Meloni. Noi non abbiamo mai litigato sui candidati, loro hanno aspettato fino a settembre per decidere. Hanno accumulato un ritardo che hanno pagato. In Campania soprattutto è stata una sconfitta del governo perché hanno candidato un membro dell’esecutivo”.
Una parentesi dell’intervento di Schlei al Nazareno è dedicata alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne: “La prevenzione parte dalle scuole, l’Italia è uno dei sette paesi in cui non è obbligatoria l’educazione sessuo-affettiva, un passo per distruggere i pregiudizi. La libertà delle donne è una misura della nostra democrazia”.
