Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda
preoccupazione per il modo in cui il tema della sicurezza scolastica è tornato al centro del dibattito
pubblico dopo il grave episodio di La Spezia, spesso affrontato con approcci emergenziali che
rischiano di intervenire sui sintomi più che sulle cause profonde del disagio giovanile.
In questo quadro si inserisce l’esperienza avviata a Modena, che propone un modello di sicurezza
territoriale fondato sulla presenza, sulla mediazione e sulla collaborazione tra istituzioni, Polizia
locale e associazioni di volontariato. Un approccio che merita attenzione perché tenta di coniugare
tutela delle persone e rispetto della funzione educativa della scuola, evitando derive di controllo che
finirebbero per snaturare il senso stesso dell’istituzione scolastica.
Tuttavia, nessuna misura di presidio esterno può risultare realmente efficace se, parallelamente, il
sistema scolastico continua a registrare un progressivo e strutturale ridimensionamento
dell’insegnamento del Diritto e dell’Economia. Nel corso degli anni, riforme ordinamentali e
riassetti dei quadri orari hanno ridotto drasticamente lo spazio di queste discipline, fino a
determinarne la scomparsa in diversi percorsi di diploma, nonostante la loro comprovata utilità nel
formare giovani consapevoli, responsabili e capaci di orientarsi criticamente all’interno delle regole
della convivenza democratica.
Questa contraddizione appare oggi particolarmente evidente: mentre cresce la richiesta di sicurezza,
legalità e rispetto delle regole, si indeboliscono proprio quegli strumenti educativi che consentono
agli studenti di comprendere il senso della norma, il valore della responsabilità personale e le
conseguenze giuridiche dei comportamenti non corretti. Senza una solida alfabetizzazione giuridica,
la regola rischia di essere percepita come un’imposizione esterna e punitiva, anziché come una
garanzia di libertà, tutela dei diritti e coesione sociale.
Per queste ragioni, il CNDDU propone un potenziamento strutturale delle ore dedicate alla cultura
della legalità, affidandone l’insegnamento ai docenti della classe di concorso A046 – Discipline
giuridiche ed economiche, in tutti gli istituti scolastici di primo e secondo grado. È indispensabile
che i giovani acquisiscano strumenti cognitivi e critici per comprendere non solo l’importanza del
rispetto delle regole, ma anche il funzionamento dell’ordinamento giuridico e il sistema delle
sanzioni previste dalla legge, in una prospettiva educativa orientata alla prevenzione, alla
responsabilizzazione e alla consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.
La vera sfida educativa non è moltiplicare i controlli, ma formare coscienze. Una scuola che educa
alla legalità in modo strutturale è una scuola che previene il conflitto prima che esploda, che
riconosce il disagio prima che degeneri e che accompagna gli studenti nella costruzione di un’etica
pubblica fondata sul rispetto reciproco, sulla dignità della persona e sui valori costituzionali. La
sicurezza autentica nasce dalla conoscenza, dalla responsabilità e dalla capacità di comprendere le
conseguenze delle proprie azioni, non dalla paura o dalla sola repressione.
In questo senso, il CNDDU rivolge un appello al Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del
Merito, affinché il tema della sicurezza scolastica sia affrontato innanzitutto come priorità educativa
e culturale, e non esclusivamente come questione di ordine pubblico. Rafforzare l’insegnamento del
Diritto, della Costituzione e della cultura della legalità, affidandolo a docenti con specifiche
competenze giuridiche, significa investire sul lungo periodo e riconoscere alla scuola il suo ruolo
insostituibile di presidio democratico.
Restituire centralità al Diritto nei curricoli scolastici non è una scelta accessoria né una
rivendicazione di categoria: è un atto di responsabilità verso le nuove generazioni e verso il futuro
civile del Paese. Solo una scuola che educa ai diritti e ai doveri può contribuire a costruire una
società più giusta, più sicura e realmente democratica.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
