Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026 Roma ha ospitato il Festival delle Opportunità, un evento che
ha superato i confini della rassegna artistica per trasformarsi in un vero laboratorio di welfare
culturale, diritti e inclusione sociale.

Promosso da SIAC Europa, guidata dal presidente Gaetano Montico e dal segretario generale
Bianca Montico, referente nazionale ASI Cultura – Terzo Settore per le attività circensi, in
collaborazione con la Circus Academy Fusion, il Festival ha dimostrato come, partendo dal circo,
oggi demonizzato come spettacolo scadente, proprio sotto il tendone, le varie anime dello
spettacolo dal vivo possano confluire tra loro e diventare uno strumento concreto di coesione
sociale e legalità.

Non solo numeri da evento di successo, ma un messaggio politico e civile chiaro: mettere la
persona, il lavoro e la sicurezza al centro della cultura.

Un palco che denuncia e propone

Il Festival delle Opportunità nasce per colmare un vuoto storico: quello lasciato dalle tradizionali
associazioni di categoria nel settore dello spettacolo. SIAC Europa ha scelto di usare il palco non
solo per intrattenere, ma per denunciare l’assenza di un Contratto Collettivo Nazionale e rilanciare
la necessità di una regolamentazione che tuteli davvero artisti e tecnici.
Ogni performance è diventata così testimonianza di un modello alternativo, fondato su
trasparenza contrattuale, rispetto delle professionalità e certificazione etica. Partecipare al Festival
ha significato aderire a standard rigorosi su sicurezza e condizioni di lavoro, trasformando l’evento
in un vero e proprio bollino di qualità.

Sicurezza sul lavoro: “mai più invisibili”

Tema centrale dell’edizione 2026 è stata la lotta contro le morti bianche. In memoria di Christián
Quezada Vasquez, SIAC Europa ha presentato nuovi protocolli per la messa in sicurezza delle
strutture, puntando a eliminare quei rischi strutturali che troppo spesso colpiscono lavoratori
senza tutele.
Per la prima volta in un grande evento di spettacolo dal vivo, la formazione tecnica sulla sicurezza
è entrata a far parte integrante della preparazione dello show. Un segnale forte: la sicurezza non è
un dettaglio burocratico, ma un elemento strutturale della qualità artistica.

Inclusione, giustizia riparativa e rispetto animale

Il Festival ha inoltre dato corpo a una visione ampia di welfare culturale. Attraverso il Protocollo
SIAC sul Benessere Animale, valorizzato dalle performance di Denny Montico e Joy Gartner, è stata
ribadita l’idea di una sinergia etica tra uomo e animale, dove il rispetto è parte integrante dello
spettacolo.
Accanto a questo, l’inserimento di giovani provenienti da percorsi di giustizia riparativa nel lavoro
dietro le quinte ha mostrato come il circo possa diventare una palestra di riscatto sociale e
professionale, non un semplice luogo di esibizione.

Le istituzioni al fianco del progetto

A confermare il valore nazionale del Festival, la presenza di numerose autorità.
L’assessore regionale Simona Baldassarre (Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Famiglia,
Servizio Civile – Regione Lazio) ha sottolineato il ruolo dell’arte come leva di sviluppo sociale.
Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play – CONI, ha richiamato
l’etica del talento e della competizione leale.
Fondamentale anche il radicamento territoriale, grazie all’accoglienza del presidente del Municipio
VI Nicola Franco e al supporto degli amministratori locali Romano Amato e Cristina De Simone.

Un modello che guarda al futuro

Il Festival delle Opportunità 2026 si chiude con una consapevolezza: lo spettacolo dal vivo può
essere motore di diritti, sicurezza e inclusione, non solo intrattenimento.
Un’esperienza che ambisce a diventare modello replicabile, capace di restituire allo sport e all’arte
il loro ruolo più autentico: costruire comunità e futuro, partendo dal lavoro e dalla dignità delle
persone.

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