Campania: il Governatore De Luca accelera verso la terza candidatura alla guida della regione Campania.

La I Commissione consiliare ha incardinato, a iniziativa per l’esame della proposta di legge. La norma del 2004 stabilisce che il limite del secondo mandato scatta dall’entrata in vigore della legge. De Luca spera, facendola recepire dal consiglio dopo 20 anni, come nel gioco dell’oca, di ripartire da zero.

Il dato politico è chiaro: a dispetto dei mal di pancia del Pd nazionale, che più volte ha detto no e con vari esponenti (dal deputato napoletano Marco Sarracino all’europarlamentare Sandro Ruotolo, che fa parte della segreteria Schlein, al commissario del partito regionale Misiani), De Luca procede come un treno.

Affinché sia approvata, la proposta di legge dovrà raggiungere 26 preferenze. La sosterranno certamente tutti gli eletti con le varie liste del presidente, ma potrebbero dire sì anche non pochi tra i consiglieri che vestono la casacca del Pd. Gennaro Oliviero per esempio, che è il presidente del consiglio regionale protagonista delle polemiche per il tesseramento a Caserta, ed il casertano Francesco Picarone, entrambi politicamente molto legati a De Luca. Le defezioni rispetto alla scelta nazionale del partito, però, potrebbero essere anche altre in una regione dove, circa due anni fa, prevalse la mozione Bonaccini su quella Schlein. Con quali conseguenze per chi dirà sì al terzo mandato? Giorni fa erano trapelate indiscrezioni di una riunione al Nazareno con i consiglieri regionali campani durante la quale il Pd avrebbe chiarito che chi si fosse schierato con De Luca sarebbe stato messo fuori dal partito.

In I Commissione è approdata anche la proposta di modifica della legge elettorale regionale avanzata da Mario Casillo, capogruppo PD.

Punta a eliminare il limite del 65% del premio di maggioranza, ad estendere la soglia di sbarramento del 3% anche alle liste collegate al candidato Presidente che ottenga il 10% dei voti, a introdurre la sospensione dalla funzione di Consigliere regionale nel caso l’eletto venga nominato Assessore. Prevede, inoltre, l’ ineleggibilità dei sindaci di tutti i comuni e non solo dei centri superiori ai 5mila abitanti. Il sì dei deluchiani a questa legge potrebbe essere la merce di scambio per il via libera dei consiglieri Pd alla legge che aprirebbe la via del terzo mandato.

Non è un caso, forse, che l’Anci Campania ieri abbia aspramente criticato la proposta Casillo, in particolare in riferimento alla ineleggibilità dei sindaci dei piccoli comuni. Il presidente dell’associazione è infatti Carlo Marino, molto vicino a Stefano Graziano, parlamentare del Pd che è diventato un oppositore di De Luca. 

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