Il 21 marzo si celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, istituita per commemorare coloro che hanno perso la vita a causa della criminalità organizzata. E proprio oggi, in un’amara ricorrenza annuale di sensibilizzazione e mobilitazione, di impegno e formazione civica, la Città Dei Diritti, Sinistra Italiana e UGS si sono strette con la città di Marano in un abbraccio corale di consapevolezza collettiva, di coscienza civile dal sapore di legalità.
In una lunga marcia, partita da Piazza Escrivà e conclusasi al Mausoleo del Ciaurro con l’inaugurazione di targhe intitolate ad alcuni martiri delle mafie – Franco Della Corte e Don Peppe Diana, col duplice intento di onorarne la memoria e assurgere le loro vite ad archetipo e paradigma di una resistenza attiva, conscia e matura alla piovra tentacolare del crimine che soffoca con le sue spire ogni ambizione e ideale di libertà. La cittadinanza ha manifestato la sua opposizione ferrea alla malavita organizzata, alla sua atrocità e al costante tentativo di impigliare nella tela della delinquenza i fili che intrecciano la trama della società civile, delle istituzioni che la governano e dei membri che imbastiscono le file della comunità.
I Cento Passi –da cui prende peraltro il nome la sede della comunità politica maranese di Sinistra Italiana e Città dei Diritti non sono soltanto quelli che dividevano Peppino Impastato dalla casa di Gaetano Badalamenti -boss della mafia siciliana di Cinisi- ma sono stati, simbolicamente, i primi passi decisivi che le istituzioni , le associazioni, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze delle scuole di ogni ordine e grado e la collettività tutta del comune di Marano hanno compiuto oggi sul selciato della legge, della giustizia, della costituzionalità, del diritto ad occupare ambienti condivisi, a rivendicare spazi e realtà comuni e ad emanciparsi dal marchio infamante che storicamente è rimasto attaccato ad una città intera.
“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”
“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”
Sì, la mafia è un cancro che si insinua insidiosamente nelle nostre vite, nella nostra quotidianità, negli affari che intratteniamo, nelle relazioni che intrecciamo. Ma non è un mostro che si cela nel buio della notte. Non è una belva tracotante di cui non conosciamo le sembianze. È in mezzo a noi, nella giornaliera cronaca della violenza giovanile, negli ordinari soprusi, nella micro-criminalità, nella de-umanizzazione che ci investe, nell’indifferenza cinica al male.
La mafia la abbiamo ogni giorno davanti, cala come una patina sui nostri occhi. E ogni giorno abbiamo il dovere morale, civile e umano di lacerare e gettar via il velo di Maya che ci appanna la vista e di prendere coscienza della realtà degradante che ci attornia, sottraendoci al giogo umiliante della brutalità, come individui e come parte del consorzio umano tutto.
E al grido di “Libertà”, sotto il vessillo della legalità, Marano oggi non è stata in silenzio.
Noi continueremo a stare dalla stessa parte contro chi ha con il malaffare ha attentato alla tenuta sociale, culturale ed ambientale del nostro territorio.
Continueremo a farlo nelle piazze e nelle Istituzioni .

Sinistra Italiana Marano
UGS Marano

You cannot copy content of this page