Mugnano: Le fibrillazioni interne pare abbiano portato ad una rottura. Il tentativo del Pd ed in particolare dell’ex sindaco Sarnataro pare sia naufragato e quindi il Pd non dovrebbe partecipare alla Giunta Schiattarella.
Il dato politico è sconcertante. A soli 45 giorni dal voto due forze politiche sono fuori dalla giunta Schiattarella.
Casa Riformista messa fuori dallo stesso sindaco e dalla sua Maggioranza a seguito di un’improvvisa non condivisione della visione del territorio e il Partito Democratico fuori dalla giunta per sua scelta, per una rottura tutta politica e pesantissima.
A questo punto, dopo la rottura, probabile la presentazione della Giunta entro venerdì.
Il quadro potrebbe essere il seguente.
Per A Testa Alta si conferma la doppia casella con Soreca con delega da vicesindaco e Anna Iorio che probabilmente sceglie di non rientrare in Giunta liberando uu posto ad un assesore donna di stretta fede porcelliana che potrebbe anche essere un tecnico pescato esternamente al consesso politico strettamente mugnanese.
Per i Verdi dovrebbe essere ufficialuzzata la nomina di Giuseppe Cipolletta.
La Civica Siamo Mugnano confermerebbe con le stesse deleghe ottenute nella scorsa giunta il nome dell’assessore uscente Gennaro Santopaolo.
Per Citta Viva, Ezio Micillo superata la bufera si candiderebbe ad occupare lo scranno di Presidente del Consiglio Comunale. Ma resta lo scoglio del voto in consiglio comunale essendo il ruolo di presidente oggetto di elezione in Assemblea. Sul punto sarà interessante attendere la posizione del PD in aula una volta maturata la rottura sulla giunta.
Resterebbe ad un tecnico indicato dal sindaco Schiattarella la casella dell’Urbanistica come forma di maggiore tutela su un tema caldo viste le indagini in corso.
Salvo capovolgimenti di fronte dell’ultima ora questo dovrebbe essere il quadro politico in vista della possibile presentazione della Giunta entro il prossimo venerdì.
Un quadro politicamente lacerato con una Giunta di soli 5 membri su 7 possibili ma tutti di provata fede porcelliana. Una vittoria che però visto il complicarsi del quadro politico (e di indagini) rischia di essere una vittoria di Pirro.

